Vent’anni fa, dopo la sentenza Bosman, nasceva la figura dello svincolato: il calciatore a cui era scaduto il contratto e, non essendo più di proprietà del club ma libero sul mercato, poteva accordarsi con una nuova squadra in termini vantaggiosi, dato che il suo cartellino era gratuito. Sono molti i colpi passati alla storia. Nel 1996 l’attuale tecnico del Barcellona Luis Enrique, in scadenza con il Real Madrid, passa agli odiati cugini del Barça. Pochi anni dopo i madridisti prendono dal Liverpool lo svincolato McManaman, che vincerà tutto. Sempre a Madrid poi perdono a parametro zero prima Cambiasso e poi Figo in direzione Inter, che nel 2010 prende anche Pandev dalla Lazio di Lotito che, imbestialito col giocatore che non vuole rinnovare, lo lascia fuori squadra. Da allora molto è cambiato. C’è ancora il tempo di vedere Pirlo passare dal Milan alla Juve e Lewandowski dal Borussia Dortmund al Bayern Monaco, ma le società hanno cominciato a tutelarsi.

Per questo oggi essere svincolato, più che un lusso appare una maledizione: se nessun club ti ha rinnovato il contratto è perché non sei considerato all’altezza. Eppure, dando un’occhiata in giro per l’Europa, i nomi per fare una grande squadra ci sono eccome. In porta l’estremo difensore dell’Argentina Romero, ultima squadra la Sampdoria, che non dovrebbe avere difficoltà ad accasarsi in un club di primo livello. Forse la Roma. In difesa il terzino Johnsonn, una lunga carriera tra Chelsea e Liverpool, così come Taiwo, un passato non indimenticabile anche al Milan. Su tutti spicca però il nazionale olandese Vlaar, ultima squadra l’Aston Villa. Tra gli italiani, oltre al portiere Curci, per la difesa segnaliamo Bonera (vicino al Verona), Balzaretti, Pisano e due stranieri di lungo corso come Campagnaro e Felipe.

A centrocampo il panorama internazionale offre invece Abou Diaby, 29 anni e da dieci all’Arsenal, e Lassana Diarra, ex Real Madrid più volte accostato a squadre italiane. Liberi anche Aquilani e Pizarro, che non hanno rinnovato con la Fiorentina, Ledesma della Lazio e l’ex capitano del Cagliari Conti. Poi ci sono due ex fenomeni come Arshavin, che però ha 34 anni, e Afellay, 29enne olandese svincolato dal Barcellona dopo vari prestiti, e che fino a pochi anni fa sembrava il sogno di mezza Europa. Ma è l’attacco che si riempie di nomi in grado di accendere la fantasia dei tifosi di club di piccola e media grandezza. A costo zero oggi ti porti a casa Drogba, che a 37 anni fa ancora la sua figura, il talento dell’Under 21 svedese Guidetti (nella foto), lasciato libero dal Manchester City, e il talento assoluto di due ex milanisti come Ronaldinho e Robinho.

Ex milanisti sono anche Pazzini ( che si è accasato al Verona) e Boriello, che non faticherà a trovare un club in Italia, mentre è curioso il caso di Berbatov: per il 34enne bulgaro due anni fa Juventus e Fiorentina litigarono fino alla soglia del tribunale, oggi che il Monaco non lo vuole è ancora senza squadra. Poi i casi limite degli ex azzurri Daniel Pablo Osvaldo e Antonio Cassano, con quest’ultimo libero addirittura da gennaio dopo la rescissione: sul talento di entrambi non si discute, ma nessuna società sembra avere più voglia di accollarsi anche le loro estemporaneità caratteriali. Infine, in attesa che si concretizzi il suo passaggio al Porto, oramai sempre più vicino, il re degli svincolati dell’estate 2015: l’ex milanista Gourcuff. Talento sublime, destinato a essere l’erede di Zidane, a soli 28 anni sembra oramai destinato a mettersi alle spalle il suo luminoso futuro. Mai come nel suo caso, l’appellativo si svincolato suona come una condanna.

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