Il caso è scoppiato nel corso dell’ultimo plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) convocato dal vice presidente Giovanni Legnini (nella foto con il capo dello Stato Sergio Mattarella). E’ lecito che i magistrati vengano autorizzati a svolgere incarichi extragiudiziari, anche per conto di privati? E se sì, a quali condizioni? Non hanno dubbi i consiglieri laici che siedono in Consiglio compatti nel dire che si tratta di una pratica inaccettabile non tanto per la natura privata dei committenti, quanto per lo sfruttamento commerciale ad esso sotteso. “Stiamo lavorando a nuove regole da molti mesi” dice Paola Balducci. Lavoro che dovrebbe concludersi con la messa a punto di una apposita circolare. Ma c’è chi giura che lo scontro al plenum sarà durissimo e che alla fine la nuova circolare non passerà. “Il tema, che pure esiste, non è tanto quello degli incarichi da privati che sono circa il 20 per cento del totale. La questione semmai riguarda gli incarichi di vicinanza alla politica, di cooptazione da parte dei centri di potere, come nel caso dei magistrati che assistono i giudici costituzionali o che sono chiamati a collaborare col Parlamento o con la presidenza della Repubblica” spiega il consigliere Aldo Morgigni che pochi mesi fa è uscito da Magistratura indipendente insieme a Piercamillo Davigo. Poi c’è un’altra partita, enorme, che riguarda gli incarichi didattici, poco meno dell’80 per cento delle autorizzazioni totali concesse dal Csm. “Un rituale che serve esclusivamente a rafforzare il potere delle correnti rappresentate in seno al plenum rispetto ai magistrati che vogliono svolgere un ruolo di insegnamento”.

CORSA AL RECORD Insomma, quello degli incarichi da privati sarebbe solo la punta dell’iceberg. Ma che fornisce uno spaccato  significativo non tanto per l’entità dei compensi ma per la frequenza di queste collaborazioni che spesso e volentieri portano i magistrati a doversi spostare in giro per l’Italia e in alcuni casi addirittura all’estero, senza l’attivazione dell’aspettativa. “Occorre trovare un giusto punto di equilibrio, perchè non ha senso vietare ai magistrati di assumere certi tipi di incarico: vanno  comunque  sempre tenute presenti le esigenze e i carichi degli uffici”, dice l’altro togato del Csm, Luca Palamara. Che fa notare: “io stesso ho avuto degli incarichi, tre in dieci anni”. Ma non è così per altri.  Il record va senza dubbi a Giovanni Fanticini, un magistrato destinato alla Corte di Cassazione che nel frattempo ha collezionato ben 41 incarichi extragiudiziari nell’ultimo triennio. Numeri da far impallidire il secondo piazzato e cioè il presidente della sezione lavoro del tribunale di Roma, Paolo Sordi, che si ferma – si fa per dire -a 27 incarichi: per la srl Paradigma ha tenuto una relazione sul pubblico impiego lo scorso 27 maggio (compenso 300 euro), un intervento a due convegni sulla mobilità degli statali a Milano e a Roma (il 26 marzo e il 17 aprile per un compenso di 600 euro), un altro sempre nella Capitale sul jobs act (il 20 febbraio, compenso 300 euro), mentre per Synergia Formazione, sempre una srl, ha compilato una relazione scritta e orale per 400 euro (lo scorso 10 febbraio) e ancora prima, a novembre 2014 un intervento analogo per il quale Optime srl ha versato 400 euro. Nel frattempo per l’Isper di Torino ha svolto una relazione, tenuta a Roma con un compenso pattuito di 1500 euro (14 maggio 2015), il 18 aprile ha fatto lezione all’Università di Roma Tre (compenso per cinque ore 480 euro), il 26 febbraio a Tor Vergata (300 euro), mentre per 40 ore di lezione alla Lumsa sono stati pattuiti 4000 mila euro. Lo segue con 26 incarichi negli ultimi tre anni il giudice del tribunale di Rovereto, Luca Perilli, che vanta committenti esteri, dalla commissione Europea (per missioni che vanno dalla minoranza curda alla riforma della giustizia in Montenegro), al ministro della Giustizia macedone passando per la Fondazione turca Tesev.

CANTONE GRATIS Tornando agli incarichi extragiudiziari di profilo nazionale, Alessio Scarcella, altro consigliere di Cassazione, ha un attivo di 23 incarichi nel triennio precedente e, solo nell’ultimo semestre, oltre all’ordinario incarico di Piazza Cavour, ha tenuto lezioni presso due scuole di specializzazione a Siena e Firenze, ma anche presso un master organizzato alla Sapienza di Roma ed è stato inoltre relatore a un convegno a Milano sempre organizzato da Paradigma. Walter Mapelli, sostituto procuratore a Monza, ha totalizzato nel triennio 21 incarichi: a fare la parte del leone, le lezioni commissionate da Paradigma srl, la prima a novembre 2014 affiancata nello stesso mese da una lezione presso la fondazione dei dottori commercialisti a Milano e un’altra, qualche giorno prima, per una analoga associazione di Padova. Nel 2015 ha lavorato di nuovo per Paradigma a gennaio e a febbraio e ancora con tre lezioni a marzo, l’11 il 17 e il 24, stesso giorno in cui risulta che dovrebbe anche aver registrato due videoconferenze per l’università telematica Pegaso. Questi casi non sono eccezioni: se ne potrebbero citare tanti altri che riguardano magistrati più o meno famosi che in alcuni casi, va detto, hanno rinunciato al compenso come hanno fatto, solo per citare alcuni nomi noti, il capo della Procura di Taranto Franco Sebastio, Piercamillo Davigo, Antonio Laudati e Raffaele Cantone che, pur avendo collezionato 17 incarichi nell’ultimo triennio, ha per esempio svolto 24 ore di lezione al Suor Orsola Benincasa a titolo gratuito.

MAGISTRATI IN CATTEDRA In altri casi i compensi sono invece previsti, a volte evidentemente a titolo simbolico, a volte no. La stragrande maggioranza degli incarichi exstragiudiziari ha comunque a che fare con l’insegnamento in scuole di specializzazione in studi giuridici delle Università pubbliche e parificate che hanno tariffari estremamente variegati. Molto ambiti quelli della Luiss Guido Carli, ma anche quelli della Bocconi e della Cattolica di Milano o l’Università di Siena senza trascurare le università telematiche. Ma ambiscono alle collaborazione dei magistrati anche le scuole di notariato, le fondazioni di studi giuridici, le asl, gli ordini degli architetti e degli ingegneri, i consorzi di formazione medica o gli ordini provinciali degli odontoiatri, le associazioni dei commercialisti. Tutte categorie- fanno notare i critici- che attraverso questi incarichi si pongono in immediato contatto professionale con i magistrati. Poi c’è la partita delle società di formazione e di quelle che operano nell’ambito della convegnistica, cooperative o consorzi, spa o srl. La questione qui intercetta il tema non solo dei compensi dei magistrati ma anche quello dell’eventuale cessione dei diritti d’autore: accanto alle stracitate Paradigma e Synergia Formazione, tra i nomi più ricorrenti ci sono Rimedia, Informa, Lexenia, Almaiura e le gettonatissime Just legal service e Afg; ma anche Lattanzio learning, Sintesi e Euroconference, i giganti Altalex, Ipsoa e Giuffrè editore.