Non conosco bene la situazione in Puglia, ma un assessorato, magari all’Ambiente, sarebbe un’opportunità”. Seduto in un albergo romano, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, “dissidente” dei Cinque Stelle, lo dice chiaramente: lui accetterebbe la sfida di Michele Emiliano, il governatore che ha nominato nella giunta pugliese tre consigliere regionali del M5s. Ma parla anche di altro, nel giorno in cui riceve un premio da Legambiente per la raccolta differenziata a Parma: “Siamo al 70 per cento, quando arrivai in Comune era al 46”.

L’inceneritore però rimane un problema. Per sabato prossimo lei ha organizzato una manifestazione nazionale sul tema a Parma.
Protesteremo contro l’articolo 35 del decreto Sblocca Italia, che permette alle società private di importare rifiuti da tutte le regioni. Grazie a questa norma l’Iren, che gestisce l’impianto parmense, vuole dilatarne la portata, portandola da 70 mila a 195 mila tonnellate all’anno.

Ha invitato Beppe Grillo?
Ho invitato tutti, da lui fino al Direttorio. Vorrei che il tema fosse evidenziato: lascio a lei dire se finora sia stato fatto…

Sabato scorso era in programma un’altra manifestazione per la chiusura dell’inceneritore. L’aveva organizzata il meet up Parma 5 Stelle 2.0, a lei ostile.
Sono quattro persone, sempre antagoniste. Non sono mai state sanzionate, anche se usano il logo del M5s senza poterlo fare. E comunque la manifestazione è stata annullata, appena hanno saputo che i parlamentari invitati non sarebbero andati (i senatori Carlo Martelli e Barbara Lezzi, partiti per Atene con Grillo, ndr).

Le rimproverano di non aver fermato l’impianto.
Più che altro volevano affermare che la loro manifestazione era quella autentica, e la nostra di facciata. Io però ritengo inutile incatenarmi.

Allarghiamo il campo. Il M5S ha vinto le amministrative?
Sì, siamo andati molto bene.

Il ritorno in tv ha pagato?
Certo, perché così puoi spiegare le tue proposte a tutti. Ripetevo da tempo che bisognava tornarci. Quello che continua a mancare è altro.

Ossia?
Manca un vero coordinamento nazionale, un’organizzazione. Dovremmo incontrarci, discutere, fare rete.

Intanto Emiliano ha nominato in giunta tre consigliere dei 5 Stelle.
Non so quanto se l’abbia fatta solo per mettere in difficoltà il M5S. Però l’offerta è sempre positiva.

Lei come avrebbe risposto?
Io dico che avere la delega all’Ambiente non sarebbe male. So che quando hai le deleghe con i poteri puoi fare cose che non potresti fare stando all’opposizione. E in più potresti controllare dal di dentro l’amministrazione.

Il M5S ha detto no.
Lo fecero anche a Roma, quando venne offerto di entrare in giunta. Io avrei preso in considerazione quella proposta.

Lei disse al Fatto di sentirsi solo nel M5S. È cambiato qualcosa?
No, mi sento ancora molto solo. Le mie parole vengono sempre prese come critiche, ma sono solo riflessioni su cosa migliorare.

Lei non ha mai sbagliato?
Quando si litiga si è sempre in due. Ma i temi e le cose fatte sono indiscutibili.

da il Fatto Quotidiano dell’8 luglio 2015