La battaglia mediatica si estende e le medesime armi sono adottate da Al Nusra ma questa volta per rispondere al Califfato: il 4 luglio esce Al Risalah, il primo magazine del jihad avversario di Is, con il medesimo piglio e stile di Dabiq. Si tratta di un’importante prima contro narrativa jihadista rivolta ai jihadisti. La replica alle riviste di propaganda del sedicente Stato Islamico vengono ora affiancate da una nuova linea editoriale brandizzata da Jabhat al Nustra.

L’editing è molto simile, le immagini che campeggiano a tutta pagina rendono la rivista quasi confondibile con quelle a cui ormai siamo veramente abituati rilasciate da Is. Anche alcune tematiche sono ricorrenti: si parla di reclutamento, di Egira e di come guadagnarsi la Janna. Ma la firma non è quella consueta a cui Dabiq ci ha abituati: “Magazine by the mujahideen of Shaam”.

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Ma c’è un tema che occupa il centro della pubblicazione che è di notevole importanza: il viso di un riconoscibile Al Bagdadi introduce al tema della sua legittimità a khilafa della ummah.

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Innanzitutto, si interroga la rivista, è davvero tornata l’era del califfato? Cosa significa questo ritorno per la Ummah? È davvero lui l’Imam che porterà a termine la tirannia e le sofferenze che il mondo musulmano ha dovuto subire? E la risposta non si fa attendere: non giurategli alleanza, il califfo non è tornato! “Il Califfo dovrebbe essere lo scudo della ummah, non la spada contro di lei”.

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Le motivazioni che vengono addotte fanno riferimento all’opinione di studiosi che sostengono che si sia appropriato del titolo indebitamente non avendo avuto il consenso di tutti i musulmani. Ad ogni modo, dopo l’annuncio del califfato giovani ragazzi e ragazze hanno fatto le loro valige e sono partiti per la Shaam arruolandosi con ISIS e contribuendo a dipingere la religione e il movimento jihadista con il sangue facendo pensare a tutti che il Jihad consista solamente in stupri e omicidi. risalah6

Se dunque, il cuore del nuovo magazine è un attacco diretto alla legittima del Califfo e del Califfato, il contorno è quello di un rilancio della fedeltà ad Al Qaeda e una serie di testimonianze: una intervista all’emiro Muslim Shishani, cececno combattente nel nord della Siria contro il regime Bashar al-Assad, e ovviamente una intervista al comandante di Jabhat al Nusra: Abu Sultan Jisrawi. Si prosegue con la storia di una donna inglese che è andata nello Sham con i suoi tre figli: Um Asiya Muhajirah.

La battaglia mediatica è in pieno corso e trasversale.

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