Nell’aula bunker di Rebibbia è iniziato il processo a carico di Daniele De Santis. L’ultrà romanista era stato rinviato a giudizio per l’omicidio di Ciro Esposito dal giudice Maria Paola Tommaselli, con l’accusa di omicidio volontario e duplice tentato omicidio. Il giovane tifoso napoletano era stato ferito il 3 maggio dello scorso anno, poco prima della finale di coppa Italia Fiorentina-Napoli ed era morto dopo 53 giorni di agonia. Il processo davanti alla III Corte d’Assise di Roma vede alla sbarra oltre a ‘Gastone’ (così è noto in curva De Santis) anche l’ultras napoletano, Gennaro Fioretti accusato di rissa. Si era avventato contro il tifoso giallorosso dopo l’assalto a un pullman di tifosi partenopei nella zona di viale Tor di Quinto con Alfonso Esposito, la cui posizione verrà decisa domani, quando il gup di piazzale Clodio sarà chiamato a decidere sul suo eventuale rinvio a giudizio.

In aula è presente anche Antonella Leardi, la mamma della vittima. “Finalmente inizia il processo, anche se per me dovrebbe finire oggi – ha dichiarato la donna -. Ormai i fatti sono evidenti: sono certa che la giustizia trionferà“. La donna che dalla morte del figlio sta conducendo una campagna di sensibilizzazione contro la violenza negli stadi è tornata anche sulle accuse ricevute dalle curve ultrà:”Non mi importa degli striscioni apparsi contro di me allo stadio, sono una mamma che sta facendo di tutto per eliminare la violenza negli stadi, queste persone devono solo vergognarsi”.

“Sono più determinata, meno spaventata – ha aggiunto ai microfoni di Skytg24 prima di entrare – Per me l’impatto con la persona che ha ucciso mio figlio era forte, adesso cercherò di guardarlo con altri occhi. In quello che è accaduto io non vedo nulla che non sia criminalità: persone che scendono con caschi, pistole, pugnali e prendono di mira un autobus, persone che non sono della tifoseria, che cosa sono se non criminali? Come li chiamate voi?”

Il legale della famiglia Esposito, Angelo Pisani, ha annunciato che oggi sarà presentata la richiesta di costituzione di parte civile della municipalità di Scampia, quartiere della città partenopea dove viveva il giovane. Anche il comune di Napoli sarà parte civile nel processo. L’istanza presentata dall’avvocato Alfredo Avella è stata accolta.