In Italia ci sono attualmente 2700 agenti ed ufficiali di Polizia provinciale. Ma in realtà dovremo presto parlare al passato: “c’erano”. Infatti, l’art. 5 del decreto legge D.L. 19.6.2015 n. 78: “Disposizioni urgenti in materia di Enti Locali”, ora all’esame della commissione Bilancio del Senato, prevede che essi confluiscano nelle polizie municipali.

Ed ecco che a distanza di poco tempo, abbiamo la seconda dimostrazione della scarsa attenzione all’ambiente da parte del governo Renzi. Prima la decisione di eliminare il glorioso Corpo Forestale dello Stato, ed ora questa.

Ma perché parlo di “scarsa sensibilità ambientale”? Perché la Polizia provinciale svolge compiti di polizia ambientale e di vigilanza ittico-venatoria, oltre che di protezione civile. Si calcola che circa un terzo dei reati ambientali del nostro paese sia oggi accertato proprio dalla Polizia provinciale.

La norma citata, incurante di ciò, prevede invece sic et simpliciter che la Polizia provinciale sia assorbita da quella comunale, della quale acquisirebbe anche le funzioni. Quindi, eliminazione del ruolo – che può essere comprensibile, essendo eliminate le Province – ma soprattutto, eliminazione delle funzioni tipiche. E, perciò, addio ai compiti di vigilanza ambientale. In compenso, organici rafforzati sul fronte delle infrazioni alle norme sul traffico…

Una svista governativa? Può essere, anche perché non si comprende per quale arcano motivo diminuire la vigilanza quando i reati in campo ambientale aumentano. Secondo un dossier di Legambiente, redatto sulla base dei dati forniti dal Corpo Forestale dello Stato, i reati ambientali dal 2010 al 2012 sono cresciuti del 32,18%. Ed anche la Guardia di Finanza ha confermato il forte aumento anche negli anni successivi. Nel campo specifico della vigilanza venatoria, poi, pende un’indagine istruttoria (Pilot) da parte del’Ue nei confronti dell’Italia, motivata dal fatto che essa risulta incapace di fronteggiare il triste fenomeno del bracconaggioQuindi, i controlli sono già scarsi. E diminuirebbero ancora, se la norma venisse approvata nell’attuale versione.

Ma se si tratta di una svista, il governo avrà ben modo di porre rimedio salvaguardando le funzioni, visto che sia i sindacati confederali che di categoria che il mondo ambientalista hanno denunciato la gravità ed assurdità della norma. Se essa invece non verrà cambiata, dovremo arguirne che al governo della vigilanza e della repressione in campo ambientale non potrebbe fregare di meno.

Per intanto la Regione Lombardia, nell’approvare la propria legge di riordino delle autonomie locali, ha previsto che vengano mantenute in capo alla ex Polizia provinciale (che non confluirà in quella comunale, ma dipenderà dalla Regione) quanto meno le funzioni di vigilanza ittico-venatoria. E la Regione Lombardia in campo ambientale direi che non è certo all’avanguardia…