Floyd Mayweather, un campione dimezzato. La Wbo world championship, infatti, ha tolto il titolo dei pesi welter al fuoriclasse statunitense per il mancato pagamento di una tassa di 200mila dollari relativa all’incontro del secolo vinto contro il filippino Manny Pacquiao il 2 maggio scorso al Grand Garden Arena di Las Vegas. “La Wbo non ha avuto altra scelta – si legge nella risoluzione del comitato esecutivo – Floyd Mayweather non ha rispettato le regole dell’organismo”. Quei soldi, infatti, sarebbero dovuti arrivare nelle casse dello stesso comitato entro il 3 luglio, scadenza non rispettata dal campione. Da qui la presa di posizione dell’organizzazione e la conseguente reazione dell’entourage del pugile.

“E’ una vergogna totale”, ha detto il ceo della Mayweather Promotions, Leonard Ellerbe a ESPN.com. “Floyd deciderà quali azioni da intraprendere. Ma nel frattempo si sta godendo un paio di centinaia di milioni guadagnati nel suo ultimo incontro, e questo ha un impatto pari a zero su tutto ciò che fa. Mayweather – ha aggiunto il manager difensore del pugile – ha un grande rispetto per ciascuna organizzazione, come ha sempre avuto nella sua carriera di 19 anni, ma la sua decisione non sarà dettata da alcuna organizzazione o persona”.

Il pugile trentottenne avrebbe anche dovuto comunicare, entro venerdì 3 luglio, la rinuncia del titolo Wba dei superwelter, di cui era già detentore, per mantenere esclusivamente il riconoscimento welter, come prevede il regolamento dell’organismo. La Wbo aveva persino concesso al pugile due mesi di tempo, non rispettati, invece dei canonici dieci giorni per decidere in quale classe di peso continuare a gareggiare e quindi scegliere quale titolo conservare e quale rendere vacante. Ora il campione statunitense ha quattordici giorni di tempo per fare ricorso. Ma appare difficile che la Wbo cambi idea.