Il presidente della giunta per le immunità del Senato Dario Stefàno ha proposto di accogliere la richiesta di arresto per il senatore del Nuovo Centrodestra Antonio Azzollini, coinvolto nell’inchiesta sul crac dell’istituto della Divina Provvidenza, in Puglia. La giunta, tuttavia, voterà domani, 8 luglio, in serata, come richiesto da alcuni gruppi e approvato poi all’unanimità. Al momento della sospensione, infatti, come spiega lo stesso Stefàno, c’erano ancora 6 commissari iscritti a parlare. Da parte di alcuni senatori, tra cui Mario Ferrara (capogruppo di Grandi autonomie e libertà, eletto con il Pdl) e Enrico Buemi (Psi, eletto con il Pd), è arrivata la richiesta di rinviare. “Tutti quanti – spiega Stefàno – hanno preso l’impegno a chiudere la discussione generale e a votare la mia proposta entro domani sera”.

Carlo Giovanardi (Ncd, collega di partito di Azzollini) aggiunge che la decisione dello slittamento di 24 ore è stata presa “perché non può essere un linciaggio. E’ già una profonda infamia quella che si sta perpetrando ai danni del senatore Azzollini, pertanto almeno sui tempi della discussione in Giunta non volevamo ci fossero forzature”. Critico con la relazione di Stefàno (che ha proposto l’accoglimento della richiesta dei pm di Trani che indagano su Azzollini) è il senatore Lucio Malan, Forza Italia: “La relazione di Stefàno – spiega – ci è sembrata eccessivamente ristretta. Si è concentrato solo su due punti e per di più, secondo lui, non c’è fumus persecutionis da parte dei magistrati. Per noi, invece, il fumus persecutionis c’è eccome. Il quadro che emerge dall’ordinanza dei gip di Trani, infatti, è assolutamente impalpabile. Non ci sono le condizioni per arrivare all’arresto di Azzollini e, soprattutto, si basa su testimonianze che si sono rivelate inattendibili. Pertanto, a nostro avviso, ci sarebbe ancora molto da discutere”.

Prima del caso Azzollini la giunta per le immunità si era occupato di un altro senatore del Nuovo Centrodestra, Giovanni Bilardi, per il quale pure è stato chiesto l’arresto in un’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” in Regione Calabria (secondo il gip c’è il rischio di reiterazione del reato). Bilardi è stato ascoltato e quindi in un’altra seduta della giunta si passerà alla relazione e al voto.