“Sono cinquant’anni che combatto. Vedere poi vanificato tutto perché quattro gay giovani si mettono col culo fuori e col pene al vento, non mi sta bene”. C’era anche Rossella Bianchi, transessuale e portavoce delle “princese genovesi”, all’edizione 2015 dello Human Pride, l’evento nazionale per i diritti dei gay e per la libertà sessuale che ha fatto tappa a Genova. Migliaia di persone sono scese in piazza. Tra loro anche i segretari del Pd ligure, i parlamentari Luca Pastorino (Gruppo misto) e Stefano Quaranta (Sel), oltre ad Alice Salvatore (M5S). “Non possiamo andare a dire a una persona chi deve amare e in che modo – ha detto la consigliera regionale ligure dei 5 Stelle – L’amore sta al di sopra di ogni pregiudizio e preconcetto. Per questo dobbiamo combattere”. E nel corteo spunta anche qualche bandiera americana, in omaggio al recente riconoscimento dei matrimoni gay in Usa. Rossella Bianchi ha poi ricordato don Gallo. “È una vera pena che non ci sia. Sarebbe stato qui con noi. All’ultimo Gay Pride era sul nostro carro…”. Nella giornata contro le discriminazioni, c’è spazio anche per una stoccata a Matteo Salvini sul tema migranti. “Si dia una regolata – attacca la Bianchi – Cerchi di studiare un po’ di più e di ricordare che anche noi italiani siamo andati in America ad elemosinare un lavoro e qualcosa da mangiare. E non abbia paura della scabbia. Se non se li porta a letto, vedrà che la scabbia non la prende”  di Lorenzo Tosa