La storia della Formula 1 parte da Silverstone. Era il 13 maggio 1950 e la prima gara di sempre fu dominata dall’Alfa Romeo e dai suoi piloti: Nino Farina, Luigi Fagioli, Reg Parnell. C’era anche Juan Manuel Fangio, ovviamente, sempre con i colori della casa milanese. Ma fu costretto a ritirarsi al 62esimo giro. Da allora, e fino ad oggi, il Gran Premio di Gran Bretagna è sempre stato presente nel calendario della Formula 1. E nonostante le gare si siano corse anche in altri gloriosi circuiti britannici, come Brands Hatch e Aintree, Silverstone ne rimane la culla naturale. Se vincere un Gran Premio è cosa per pochi, (quasi) altrettanto difficile è stato scegliere solamente cinque edizioni fra le più significative del GP di Gran Bretagna. Perché la storia di questo sport, da quel 13 maggio di 65 anni fa, è stata scritta da tante, incredibili emozioni.

20 luglio 1963 – È la gara di Jim Clark, una delle sue cinque vittorie nella gara di casa, sempre con la Lotus. Un record che fu eguagliato, nel GP di Gran Bretagna, solo da Alain Prost. Ma fu necessario aspettare trent’anni. Nella stagione precedente, Clark aveva ottenuto il primo trionfo casalingo ad Aintree, ossia il secondo della sua carriera dopo il Gran Premio del Belgio dello stesso anno. Come l’anno prima, anche nel ’63 parte in pole position; ma viene subito sorpassato dalle due Brabham di Dan Gurney e Jack Brabham, dalla Cooper di Bruce McLaren e da Graham Hill su BRM. Clark non perde tempo e al quarto giro ha già rimediato all’errore. È in testa. Al traguardo chiude con ben 25 secondi sulla Ferrari di John Surtees. Terzo è Graham Hill. A fine stagione, Jim Clark vince il suo primo titolo mondiale.

16 luglio 1977 – Dopo la vittoria del titolo 1976, il campione del mondo è James Hunt. Che aveva già vinto il GP di Gran Bretagna anche nella stagione precedente, a Brands Hatch. Nel 1977 la corsa torna a Silverstone e fa il suo esordio in Formula 1 Gilles Villeneuve, undicesimo al traguardo dietro Vittorio Brambilla. Davanti a tutti, però, finisce ancora una volta James Hunt con la sua McLaren. Partito in pole position, Hunt viene sorpassato alla partenza da Niki Lauda, John Watson e Jody Scheckter. L’inglese riesce a passare prima la Wolf di Scheckter e poi Lauda alla Copse. La Brabham di Watson si ferma al 50simo giro, causa guasto all’impianto di alimentazione. Per Hunt è l’ottava vittoria nel mondiale. Dietro a lui ci sono Niki Lauda, che a fine stagione conquista il suo secondo titolo iridato con la Ferrari 312 T2, e Gunnar Nilsson.

15 luglio 1990 – Il campione del mondo è Alain Prost, che nel 1990 passa dalla McLaren alla Ferrari. La sfida per il titolo è un autentico duello omerico con Ayrton Senna. A Silverstone, però, il brasiliano scivola a metà classifica per un’uscita di pista, dopo aver guidato il gruppo nei primi giri. La lotta per la vittoria questa volta è tutta tra il francese della Ferrari, il compagno di squadra Nigel Mansell e Gerhard Berger su McLaren. Ma Senna riesce a rimontare fino alla terza posizione, anche grazie ai ritiri di Mansell, Berger e Ivan Capelli. E conquista punti fondamentali, che nonostante la vittoria di Prost a Silverstone contribuiscono alla vittoria del secondo titolo mondiale del brasiliano.

12 luglio 1998 – In qualifica Mika Hakkinen e la sua McLaren vanno fortissimo. Subito dietro, c’è la Ferrari di Michael Schumacher. Al via, un problema tecnico rallenta Eddie Irvine; Jean Alesi ottiene la quarta posizione e David Coulthard riesce a superare Jacques Villeneuve, alle spalle di Schumacher. Intanto, però, Hakkinen ha guadagnato diversi secondi sulla Ferrari del tedesco. Ma le molte uscite di pista per l’asfalto bagnato rendono necessario l’ingresso della safety car, che annulla il vantaggio del finlandese. Dopo il rientro della safety car, Hakkinen esce di pista e perde il comando della corsa. Che passa così a Schumacher. Ma il sette volte campione del mondo compie un sorpasso proprio mentre i commissari stanno sventolando le bandiere gialle. È costretto allo stop and go. La Ferrari aspetta ad effettuarlo fino all’ultimo. Schumacher transita per la pit lane e ottiene così la vittoria. Per la prima volta nella storia della Formula 1, un pilota vince senza tagliare il traguardo sul rettilineo.

10 luglio 2011 – Siamo nel mezzo dell’era Red Bull. E infatti nelle qualifiche Mark Webber conquista la pole, seguito da Sebastian Vettel. Che brucia il compagno di scuderia alla partenza. Dietro di loro, Fernando Alonso con la Ferrari. Lewis Hamilton, con la McLaren, scatta dal decimo posto fino al sesto. Sebastian Vettel è al comando davanti a Webber, Hamilton e Alonso. Questi riprende la posizione su Lewis Hamilton. Vettel va ai box, seguito da Alonso, ma dei problemi tecnici al cambio gomme della Red Bull consentono al ferrarista di passare in testa. Al 39simo giro Alonso torna ai box, questa volta insieme a Jenson Button. All’inglese non viene fissata bene la gomma anteriore destra. Deve ritirarsi. Dietro alla Ferrari dello spagnolo adesso c’è il campione del mondo, Vettel. Ma Alonso riporta la scuderia di Maranello alla vittoria, dopo più di otto mesi, proprio davanti alle due Red Bull.