I quattro moschettieri o un poker d’assi? Troppo facile la battuta e quasi scontato dire che il nome del vincitore del Tour de France 2015 è fra questi quattro campioni: Vincenzo Nibali, il detentore, Chris Froome vincitore del 2013, Alberto Contador, re di 2 edizioni e a caccia dell’accoppiata col Giro e Nairo Quintana che vuole la maglia gialla della consacrazione. Un nome al di fuori di questi verrebbe annoverato fra le sorprese e anche i bookmakers concordano su questa linea.

Rivedendo il film dello scorso anno, quando tre su quattro erano presenti al via, potremmo pensare alla possibilità che almeno uno o due di questi protagonisti stecchi lasciando spazio sul podio a qualche outsider. I francesi scalpitano per tornare a vincere ma sarebbe un vero miracolo se i pur talentuosi Bardet, Pinot, Rolland o Barguil vestissero il giallo a Parigi, trent’anni dopo Hinault. Il giallo di Nibali ce l’abbiamo ancora negli occhi, il 2014 dello Squalo somiglia tanto, troppo a questo 2015 che l’ha visto faticare nella prima parte della stagione ma ritrovarsi poi al Campionato Italiano. Sarà nuovamente tricolore sulle strade del Tour de France che parte da Utrecht con l’unica crono di 13,8 chilometri. La prova contro il tempo servirà per mettere in fila i quattro e dar fuoco alle polveri. Le armi a loro disposizioni sono differenti: Froome potrebbe essere davanti a tutti dopo la crono e Quintana dietro ma il colombiano avrà tante salite per recuperare sugli avversari. Nibali e Contador, sono i più fantasiosi e se saranno sorretti dalla condizione, potranno inventare attacchi su ogni terreno. La discesa e il pavè sono alleati di Nibali e l’anno scorso fu sorprendente vederlo andare sulle pietre come e meglio di uno specialista ma adesso lo aspettano tutti e sarà più dura andar via. La quarta tappa, da Seraing a Cambrai è comunque garanzia di spettacolo puro. Inutile parlare sin d’ora delle montagne perché tornerò a parlare del Tour ogni volta che qualcuno riuscirà a farmi sussultare come il Nibali di Sheffield lo scorso anno.

Il ricordo del 2014 è troppo vivo e forse sarà meglio dimenticare la cavalcata trionfale del campione italiano che stavolta, se vincerà, dovrà soffrire il doppio, il triplo forse il quadruplo perché gli avversari sono tanti e agguerriti. C’è già chi dice malignamente che un terzo posto varrebbe la vittoria dello scorso anno quando Froome e Contador si ritirarono. Potrei pensare anch’io la stessa cosa ma solo per scaramanzia e soprattutto perché quando la sfida si accende, se c’è uno che non si arrende mai quello è Vincenzo Nibali e partire da ‘sfavorito’ giova a lui e alla sua squadra. La doppietta italiana al Tour de France manca da 90 anni esatti quando nel 1925 Ottavio Bottecchia fece il bis. Dai successi del ‘Muratore del Friuli‘ a quello dello ‘Squalo dello Stretto‘ c’è quasi un secolo di storia del nostro Paese ma soprattutto di ciclismo, uno sport che quando ti porta al Tour de France ti fa ritrovare quel poco di orgoglio nazionale che sbiadisce sempre più. Un italiano primo a Parigi ci farà sempre gioire tanto quanto farà incazzare i francesi. Un siciliano, così come prima di lui un romagnolo, un bergamasco, un piemontese, un paio di toscani o un friulano, primo a Parigi sarà sempre un grande italiano. Chi ha vinto il Tour de France è stato ribattezzato alla francese e allora auguriamoci di sentirlo spesso per le prossime tre settimane, allez allez Nibalì!