Test di nuovo a settembre (nelle prime due settimane) dopo l’esperimento mal riuscito dello scorso anno (quando erano stati anticipati in primavera), risultati entro la fine del mese. Quesiti meno generalisti e più specialistici. Soprattutto, posti in calo rispetto al passato, per far fronte ai tanti accessi sovrannumerari su ricorso dello scorso anno. Col dibattito aperto se siano troppo pochi, vista la platea numerosa di candidati, o addirittura troppi per il reale fabbisogno del sistema sanitario nazionale.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato i decreti con i criteri di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso (Medicina e Odontoiatria, Professioni sanitarie, Veterinaria e Architettura). La novità principale riguarda il contenuto delle prove. Il Miur ha deciso di ridurre le domande di cultura e di logica, per aumentare i quesiti settoriali: più biologia e chimica a Medicina e Veterinaria, più storia, matematica e fisica ad Architettura. Complessivamente, dunque, i test dovrebbero risultare più in linea col percorso di laurea. Una svolta annunciata e condivisa da tempo, ma che potrebbe richiedere uno sforzo di preparazione maggiore per gli studenti, specie per quelli che arrivano dai licei non scientifici.

Come sempre, però, l’attesa maggiore era per i numeri del bando emesso dal ministero. Di un possibile taglio rispetto al contingente del 2014 si era già parlato (e discusso) negli scorsi giorni. La riduzione alla fine c’è stata, anche se meno sensibile rispetto alle previsioni: a Medicina i posti saranno 9.513, l’anno scorso erano stati 9.983. Il saldo è negativo di 470 unità, il 5% circa. Più dura la scure su Odontoiatria, che scende del 16%, da 949 a 792. Guadagna qualcosa invece Architettura (anche se qui il taglio netto c’era già stato nel 2014). Il problema, stavolta, non sono le risorse ma la programmazione del sistema nazionale.

Se infatti le associazione degli studenti protestano e parlano di “università sempre più chiuse“, quelle di categoria, come il Segretariato dei Giovani Medici, ritengono insufficiente l’intervento del governo. “La situazione è fuori controllo, si ingrossano le fila del precariato”. Per la Fnomceo i posti avrebbero dovuto essere al massimo 7mila, “altrimenti in pochi anni ci saranno oltre 25mila disoccupati”. E pensare che solo qualche mese fa il ministro Giannini aveva pensato addirittura di abolirli, i test di Medicina.

Colpa di una programmazione sommaria, e delle migliaia di accessi in sovrannumero avvenuti lo scorso anno. Qui la responsabilità però è anche di test che spesso hanno fatto acqua da tutte le parti e prestato il fianco a facili ricorsi. Il Miur assicura che saranno “ulteriormente rafforzate le misure a tutela dell’anonimato dei partecipanti”, su cui l’anno scorso c’erano stati molti problemi. I candidati avranno circa due settimane di tempo per iscriversi dal 6 al 23 luglio su internet, già pronto il calendario delle prove: 4 settembre Professioni sanitarie, 8 Medicina e odontoiatria, 9 Veterinaria, 10 Architettura, 16 Medicina e chirurgia in inglese. Entro il 24 ci saranno tutti i risultati, la graduatoria sarà diffusa il 7 ottobre. Sperando che non ci siano gli stessi problemi dello scorso anno con gli scorrimenti, ma questa è un’altra storia.

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