“Chi ha distrutto la Grecia, oggi chiede di votare sì al referendum”. Quando manca un giorno alla consultazione sul programma proposto al governo Tsipras dai creditori, a fare un appello per il “no” è il giornalista Kostas Vaxevanis, famoso per essere stato arrestato nel 2012 dopo aver pubblicato la lista Lagarde degli evasori illustri. Il direttore del magazine “Hot Doc” si schiera con un lungo e appassionato editoriale contro “un modo vecchio e logoro di fare politica che ha portato la Grecia a questo punto”.

Secondo la grande stampa, osserva Vaxevanis, la Grecia sarebbe in gravissimo pericolo se non si votasse “sì”. Ma chi lo dice, si chiede? Forse l’ex premier conservatore Antonis Samaras e il suo vice socialista Evangelos Venizelos “firmatari del memorandum di austerità, dei salari da fame, figliocci di questa terra che brandiscono i loro stipendi pubblici?”. E’un duro attacco quello del giornalista alla nomenklatura ellenica che, scrive, dopo trent’anni di sprechi, collusione con Bruxelles, malgoverno e ruberie, oggi indossa la maschera del perbenismo e del patriottismo, urlando ai quattro venti di voler fare gli interessi del popolo greco.

Secondo il giornalista voteranno sì quei “tecnocrati che hanno portato distruzione e tunnel; quei costituzionalisti che non hanno cuore, quei consulenti delle banche e del tecnico Lukas Papademos (il premier tecnico del 2012 con un passato in Goldman Sachs); quegli imprenditori del ricatto”. E’quello stesso intreccio di poteri e interessi che ha prodotto il caso greco, puntualizza, che in queste ore chiede di votare sì. E’come se un assassino volesse essere legittimato al reato che ha commesso. A proposito di Samaras proprio Vaxevanis rivelò la presenza nella lista Lagarde del suo principale consigliere economico Stavros Papastavrou, con ombre pesanti nel suo passato, come quello legato ai fondi dei giovani del PPE. Per quanto incredibile possa sembrare, gli ex ministri delle finanze Papaconstantinou e Venizelos (già capo del Pasok), entrambi destinatari della lista, non fornirono i documenti ufficiali per la registrazione. Quindi, non protocollandola anche se l’elenco controverso era stato consegnato proprio su un CD al ministero delle Finanze greco con un documento ufficiale e numerato dal dicastero delle Finanze francese. Gioco che Vaxevanis smascherò e pubblicò poche ore prima di essere arrestato dalle teste di cuoio greche dei Mat e processato per direttissima.

Oggi, dopo tre anni, Vaxevanis continua a fare il suo lavoro. E in queste ore drammatiche per i destino della Grecia e dell’Ue scrive: “L’Unione europea ha sprecato in questi giorni enormi somme di denaro per la paura dei mercati azionari. Molto più di quello che avrebbero dato alla Grecia. Per questo insisto sul fatto che il ‘no’ non ha bisogno di un argomento, il ‘no’ non è pericolo per l’Europa, ma per stoppare l’austerità”.

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