Io libererei un gattone, possibilmente incazzato, a Palazzo Chigi per Matteo Renzi. Magari su una ruspa, se sa guidare“. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di “Ecg Regione Lazio”, su Radio Cusano Campus, commenta l’annunciata iniziativa dei promotori del “Progetto Kitten”, gli stessi che mesi fa inondarono di immagini di gattini la bacheca facebook del capo del Carroccio e che oggi hanno espresso l’intenzione di organizzare lo stesso flashmob virtuale sui profili di Tsipras e della Merkel. “Il problema degli italiani non si chiama Tsipras o Merkel, ma Renzi” – afferma Salvini – “Lui è pagato dai cittadini per far gli interessi di altri. Merkel e Tsipras? Rappresentano due torti, non c’è la ragione da nessuna delle due parti e spero che non ci vadano di mezzo gli italiani. La Merkel vuole continuare a imporre regole infami, Tsipras difende l’indifendibile perché in Grecia non si può andare in pensione a 50 anni, mentre in Italia abbiamo la legge Fornero“. Il leghista si pronuncia anche sullo stupro subito tre giorni fa da una ragazza sedicenne a Roma e sull’arresto del colpevole, militare della Marina: Qualche frustrato ha detto che adesso va chiuso l’esercito italiano e che anche i nostri poliziotti e carabinieri sono delinquenti. Roba da matti. Io ho sempre detto che uno stupratore, qualunque sia la sua etnia, debba subire la castrazione chimica. Qualcuno, soprattutto a sinistra, si è lanciato nel dire che non sono solo gli immigrati a delinquere, bella soddisfazione. Già abbiamo tanti criminali italiani, dobbiamo accoglierli anche dall’estero?“. Attacco frontale alla sinistra a seguito della riabilitazione di Vincenzo De Luca decisa dal Tar contro la sospensione per la Legge Severino: “E’ una tristezza, perché se un politico sbaglia deve pagare, anche doppio, perché tradisce la fiducia dei cittadini. Solo che se sbaglia qualcuno che è di sinistra è meno grave, mentre se sbaglia qualcuno che di sinistra non è rischia la crocifissione su pubblica piazza. Berlusconi e il suo ritorno al Senato? E’ un dibattito che non mi appassiona” di Gisella Ruccia