Sempre meno blues, ma sempre più festival diffuso. Giunto alla sua 36esima edizione, il Pistoia Blues si rinnova con un cast stellare e una durata extra-large. Dal 1 al 24 luglio la cittadina toscana sarà animata da circa quaranta artisti soltanto sul main stage in Piazza del Duomo, senza contare poi le decine di eventi collaterali. Come ormai accade da diverse edizioni a questa parte, la line-up delle nove serate più calde del cartellone vedrà alternarsi grandi nomi spesso non affini al blues, ma capaci di attirare l’interesse di un pubblico molto ampio.

“Le grandi star internazionali hanno delle date ben precise per l’Italia – spiega a FQ Magazine Giovanni Tafuro, direttore artistico del Pistoia Blues – e grazie anche al consenso dell’amministrazione, abbiamo potuto espandere il festival affinché sia sempre di più centrale nella vita della città”. Il rinnovamento della rassegna passa anche da una progressiva apertura a più generi, un po’ come accaduto ad Umbria Jazz: “L’evoluzione dei format impone anche di estendere e ampliare l’utenza del pubblico a cui ci si rivolge. Per questo anche il festival ha ampliato il proprio raggio d’azione e quindi il proprio cartellone di proposte”.

Ma la distanza dal blues a Pistoia non sarà mai troppa. Infatti l’apertura spetta il 1° luglio alla coralità folk dei Mumford & Sons, che con il recente “Wilder mind” hanno intrapreso una strada più elettrificata e meno “rurale”. Il 3 luglio sarà il turno del classic rock americano venato di blues dei Counting Crows, il cui cantante Adam Duritz ha carisma da vendere. Basterà attendere il 7 luglio per vedere la prima data italiana di Hozier, il cantautore irlandese che ha fatto breccia nel pubblico mondiale con il singolo “Take me to church” e il successivo album d’esordio omonimo.

Tornano poi il 15 luglio le atmosfere folk e le elegie per amori perduti del songwriter inglese Passenger, la cui hit “Let Her Go” ha scalato tutte le classifiche europee. Si entra nel cuore del cartellone con la Italian Blues Night di venerdì 17 luglio, dedicata alla memoria di B.B. King, che a Pistoia si esibì ben nove volte. Sarà un evento gratuito, e vedrà salire sul palco di Piazza Duomo consolidate glorie del blues nostrano e le giovani leve scelte dal contest “Obiettivo Bluesin”. Tra i tanti ospiti ci sarà Nick Becattini e la sua band, i fratelli rockabilly Di Maggio, e il power-duo romano Bud Spencer Blues Explosion.

Sul tributo all’ultimo dei grandi bluesman, Tafuro racconta: “B.B. King è una presenza costante nella storia del festival. Lo abbiamo visto nei momenti migliori e piano piano invecchiare senza perdere l’intensità e l’atmosfera unica delle sue esibizioni”. Sabato 18 il Pistoia Blues imbocca un sentiero rock con la coabitazione sul main stage dei Darkness, portatori sani di hard rock inglese, e dei Black Label Society, creatura metal di Zakk Wylde, già chitarrista di Ozzy Osborne. Molto attesa dagli amanti del prog-rock è l’esibizione dei Dream Theater (19 luglio) che arrivano a Pistoia per promuovere il loro ultimo album omonimo, forti di trent’anni di storia musicale alle spalle e qualche recente ammiccamento all’elettronica. Le punte di diamante arrivano invece in chiusura di festival: ci sarà l’icona della musica latina Carlos Santana (21 luglio), i cui leggendari assoli saranno sostenuti per l’occasione da una big band con sezioni di fiati e percussioni, e poi la prima partecipazione al festival di Sting (24 luglio) che, oltre a suonare i brani dell’ultimo LP “The Last Ship”, celebrerà i trent’anni di carriera solista. Per chi ama il blues verace, quello che una generazione fa portava centinaia di campeggiatori a Pistoia, raccomandiamo i live dei buskers nel centro storico. D’altra parte, anche la gloriosa storia di Blues Boy King iniziò sulle strade.