È una trattoria moderna, un ritrovo per gli appassionati di musica, un luogo che ospita mostre, eventi, laboratori, incontri con autori, corsi per grandi e piccini. Ma soprattutto, è il primo (e unico) ristorante solidale che funziona secondo logiche mai viste prima. Il Circolo Wood di Arona, che si chiamava Meltin’ Pop fino a qualche tempo fa, è uno di quei locali dove ti senti subito a casa, dove si mangia e si beve bene, dove si fa cultura, dove ti viene voglia di scambiare due chiacchiere con chi ti è seduto vicino. Un clima caldo, accogliente, colorato, intimo ma pieno di vita, come quei circoli Arci di una volta dove, entrando, trovavi un mondo.

A seconda delle serate si sfornano tapas, si beve sangria, si mangia vegan, si fanno degustazioni di vini doc, si assaggiano birre artigianali, si seguono workshop fotografici, si balla swing, si cena con piatti stellati guardando film d’autore. E poi tanto rock, tanta musica alternativa, tanto sound da ballare con djset live che registrano il tutto esaurito. Alle pareti spesso si trovano appese opere di giovani artisti, al tavolo si vede il creativo seduto a fianco dell’operaio che ha appena finito il turno.

Ma la vera particolarità di Wood è che a pranzo ospita una mensa solidale unica nel suo genere, che non ha nulla a che vedere con esperienze simili precedenti. L’idea nasce da una sinergia tra la cooperativa sociale Vedogiovane e altre realtà associative novaresi, che insieme hanno dato vita alla rete Nondisolopane che gestisce un progetto davvero speciale. “Wood rappresenta un’importante novità nel panorama italiano perché è aperto a tutti – racconta a FQ Magazine Michele Marmo, presidente di Vedogiovane –. E non ha solo l’obiettivo, pur importantissimo, di offrire un pasto caldo a chi non se lo può permettere, ma anche quello di ricostruire i legami sociali, favorendo l’integrazione tra persone appartenenti a mondi diversi”.

La chicca è il sistema di accesso al ristorante: “Chiunque venga per la prima volta a pranzo da noi riceve una tessera magnetica, vidimata all’ingresso. Questo fa sì che tutti siano uguali, perché non c’è modo di sapere chi poi pagherà effettivamente il conto perché è un cliente qualunque e chi invece è esente perché rientra nel progetto della mensa solidale. E poi il servizio noi lo facciamo al tavolo. Tutti i tavoli sono da quattro, così nessuno resta solo: il bancario e il senzatetto si trovano a mangiare insieme. Spesso senza saperlo perché non è così ‘visibile’ come si potrebbe pensare”.

È cominciato tutto nel 2011 dopo la decisione del sindaco di Arona di abolire l’accattonaggio. La gente del posto non ci sta e prende vita questo “ristorante aperto anche ai poveri”. Il progetto piace e negli anni viene sostenuto da diverse realtà, in primis Fondazione Comunità Novarese e Fondazione Mike Bongiorno. Per raccogliere fondi vengono organizzati eventi e si fa fundraising su più fronti. A dicembre a Wood è arrivato persino Oscar Farinetti, che ne è rimasto entusiasta. Per la mensa il cibo viene recuperato attraverso il Banco Alimentare di Novara e mediante la raccolta del fresco nei supermercati convenzionati con il Centro d’ascolto Caritas. I volontari si siedono a tavola con le persone, parlano con loro. Alla fine i pranzi a Wood sono sempre un momento di condivisione, dove al centro c’è la cura di chi arriva, senza distinzioni. Un bilancio “molto positivo”, tanto che Vedogiovane ha “replicato” a Borgomanero, sempre in provincia di Novara, con Cucina41, un altro ristorante cool e “family friendly”, che accoglie tutti.