Matteo Renzi continua a non pubblicare la lista di chi ha partecipato alle cene di finanziamento. A Roma come a Milano, non si sa chi ha avuto il piacere di partecipare a quei banchetti, profumatamente pagati.

Tuttavia questo non è un male. Altrimenti, ci toglierebbe il gusto di scoprirlo man mano nelle diverse inchieste giudiziarie.
Solo nell’inchiesta della Procura di Roma Mafia Capitale, tra chi è finito in carcere e chi ai domiciliari (qualcuno anche scarcerato), in cinque erano presenti a quelle cene.

Addirittura, come racconta chi ha partecipato a Roma, c’era un tavolo della 29 giugno, la coop di Salvatore Buzzi, ora al 41 bis, ritenuto dalla procura capitolina braccio ‘sinistro’ di Massimo Carminati. Buzzi sedeva al tavolo – come ha rivelato Claudio Bolla (anche lui arrestato in questa inchiesta e ora ai domiciliari) e presente a novembre scorso a quella cena – con Carlo Guarany e altre due persone.

Anche Carlo Guarany è coinvolto nell’inchiesta, definito dai magistrati capitolini come “stretto collaboratore di Buzzi” che “contribuisce alle operazioni corruttive e di alterazione delle gare pubbliche”. Anche il tavolo della 29 giugno, come tutti i presenti, ha pagato. Quindi è tra i finanziatori.

Ma non è finita. Qualche giorno fa il Fatto, dai verbali degli interrogatori, ha scoperto che alla cena romana di novembre scorso c’era anche Francesco Ferrara, arrestato il 4 giugno, dirigente della Cascina, coop vicina a CL, e ora ai domiciliari. A raccontare della sua presenza a verbale è Nacamulli: “Io Ferrara l’ho visto alla cena di Renzi e in quella occasione, no prima, in questa occasione nell’ufficio mio mentre parlava con Buzzi e Bolla di questa cosa”.

Renzi sicuramente non sapeva chi fossero tutti gli invitati alla cena, dato che come commenta qualcuno ‘c’era tutta Roma’, ma di fronte a queste notizie potrebbe pubblicare la lista, quantomeno per dare un segnale di trasparenza. Che esiste nelle parole, molto poco nei fatti.