Quattrocento ospiti, 20 palchi, 40 eventi giornalieri. Sembra di stare a Woodstock, invece siamo a Viterbo, e al posto dei concerti a ciclo continuo c’è il Caffeina Festival: la dieci giorni di festa (26 giugno – 5 luglio 2015) tra le vie del quartiere medievale affollate di scrittori, giornalisti, artisti di strada e semplici lettori/spettatori, ad ogni ora del giorno, dalle 15 a notte fonda. Nona edizione alla mano con un calendario ricco di dibattiti, spettacoli, reading teatrali, laboratori per ragazzi, il JazzUp Festival per ascoltare i giovani talenti del panorama musicale mondiale, e uno sguardo alla politica internazionale con storici e giornalisti che approfondiranno tematiche legate a Stati Uniti, Cina, Russia e all’inestricabile vulnus socio-culturale dell’Islam.

Ad inaugurare il festival, venerdì 26 giugno, sarà il cantautore Niccolò Fabi con lo spettacolo “Parole e musica”, un incontro tutto teso a svelare come nasce una canzone, quali sono i retroscena e gli aneddoti che precedono l’invenzione e la produzione di un brano musicale, il suo testo e la sua melodia. Sabato 27 giugno Caffeina ospiterà Concita De Gregorio, l’astronauta Umberto Guidoni e Giovanni Minoli che terrà un incontro su “Televisione e radio nel Terzo Millennio”. Domenica 28 è il turno di Fiorella Mannoia che si racconterà a Leonardo Colombati sulla sua arte, la sua musica e la sua vita tra desiderio di fuga e impegno civile. Lunedì 29 ci sono Massimo Zamboni a presentare il suo libro L’eco di uno sparo (Einaudi) e Stefano Benni con Cari Mostri. Martedì 30 arriverà a Caffeina Erri De Luca con uno dei suoi lavori più discussi ed intensi, in relazione all’accusa d’istigazione al sabotaggio pro No Tav per cui è finito a processo: La Parola Contraria. Mercoledì 1 luglio un’opera autoctona e affascinante come Il giro della Tuscia in 80 giorni scritto e presentato da Marco Saverio Loperfido, ma anche un ospite internazionale come Joseph O’Connor che presenterà il suo nuovo romanzo, Il gruppo (Guanda), la storia della nascita di una band nella Londra dei primi anni Ottanta. Poi ancora, tra le centinaia di ospiti fino al 5 luglio, Sergio Rizzo, Fulvio Abbate, Gherardo Colombo, Mauro Corona, Lella Costa, Roberto Cotroneo, Fabio Genovesi, Gianluca Nicoletti, Moni Ovadia, Ferzan Özpetek, Antonio Pascale, Lidia Ravera, Roberto Vecchioni.

“La nona edizione è la migliore di sempre, eppure non sappiamo se riusciremo a farne una decima nel 2016”, spiega a FQMagazine il direttore generale del Caffeina, Andrea Baffo. “Portiamo 3-400 mila visitatori in dieci giorni a Viterbo di cui, dati del 2014, 15mila paganti (si versano 3,5 euro per vedere gli incontri dell’intera giornata, ndr) ma quest’anno non si sa ancora se arriveranno i 50mila euro della Regione e i 30mila del Comune. Il budget di questa edizione è comunque di 250mila euro. Sappiamo che i tempi stanno cambiando per gli eventi culturali e vogliamo comunque anticipare questa tendenza: per questo chiediamo ai visitatori, le decine di migliaia che affollano Caffeina, soprattutto quelli che vengono solo per passeggiare nel centro medioevale e magari ad ascoltare qualche spettacolo gratuito, di lasciare 1 euro. Solo così potremo programmare l’edizione dell’anno prossimo, altrimenti ad oggi questo è l’ultimo giro di giostra di Caffeina”. Non a caso il simbolo del festival di quest’anno è il calcinculo: l’antica e apprezzata giostra alta sei metri e con 26 metri di diametro posizionata in una delle piazze principali della manifestazione. Per gli organizzatori rappresenta la cultura in movimento, il divertimento, la pienezza e lo slancio verso il futuro. Info: www.caffeinamagazine.it