Un gruppo parlamentare è per sempre. Almeno finchè dura la legislatura. Lo slogan di una pubblicità dei diamanti in voga negli anni Ottanta ben si addice ai gruppi parlamentari della Camera dei deputati presieduta da Laura Boldrini (nella foto). Che restano in vita anche se a farne parte ci sono meno dei venti deputati previsti dal regolamento grazie ad un escamotage semplice, ma efficace.  Il gruppo parlamentare di Per l’Italia – Centro democratico, quello presieduto da Lorenzo Dellai e fatto di transfughi di Scelta Civica ma anche di Bruno Tabacci ed alcuni suoi seguaci eletti nelle liste del Partito democratico, ha solo 13 deputati, ben sette in meno rispetto al minimo di venti per costituire un gruppo previsto dal regolamento di Montecitorio. Tuttavia, malgradio abbia perso dei pezzi nelle ultime settimane, quel gruppo continuerà ad esistere. E continuerà a percepire il contributo da parte della Camera per il proprio funzionamento e ad avere a disposizione personale interno ed esterno a Montecitorio, oltre a stanze ed uffici, merce particolarmente rara nel Palazzo da quando sono stati lasciati i locali dei palazzi Marini.

Come è possibile questa eccezione? Semplice: lo ha deciso l’Ufficio di presidenza di Montecitorio, approvando la deroga con il voto contrario dei componenti M5S e l’astensione di quelli di Forza Italia e Lega. La “scialuppa di salvataggio” si chiama Bruno Tabacci, con il suo micro partito Centro Democratico, il cui nome è entrato a far parte integrante del gruppo parlamentare con un obiettivo chiaro: far passare il messaggio che quella componente fa riferimento ad una formazione politica che si è presentata autonomamente alle ultime elezioni e, di conseguenza, ha diritto di tribuna alla Camera malgrado abbia perso il numero minimo per fare il gruppo.

La situazione è analoga per altri due gruppi a Montecitorio. Il primo è quello di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, i cui soli otto deputati sono presieduti a Montecitorio da Fabio Rampelli, diventato famoso per aver roteato un fazzoletto tricolore durante un’azione violenta dei M5S in Aula all’altezza dei banchi del governo. L’altro è quello della Lega: a Montecitorio, il Carroccio di deputati ne ha soli diciassette malgrado l’arrivo di Barbara Saltamartini, che è l’unica donna della formazione. L’escamotage è lo stesso: hanno meno di venti deputati, ma siccome hanno corso alle Politiche, quei gruppi hanno diritto a restare. E a mantenersi stanze, personale e soldi.