salviniSi trascrive qui la relazione clinica emessa lo scorso aprile, dopo che Matteo Salvini è stato ricoverato in un ospedale del capoluogo lombardo di cui si mantiene l’anonimato. La relazione, così come è stata prodotta dal personale medico del dipartimento di psichiatria che si è occupato del suo caso, comprende diversi allegati che qui si omettono per il rispetto della privacy.

Motivo d’accesso
Dopo l’allerta di una famiglia Sinti che ha preso a cuore la sua situazione, il paziente è stato recuperato dal 118 in stato confusionale all’interno del campo Rom di via Idro a Milano mentre tentava di socializzare con i residenti, insistendo affinché indossassero delle felpe con su scritto “zingari”. Di fronte alla riluttanza pacifica dei residenti, il paziente assumeva un atteggiamento aggressivo, minacciando il ricorso a fantomatiche ruspe.

Dati anamnestici
Anamnesi fisiologica priva di elementi di rilievo. Anamnesi familiare priva di elementi patologici. Sviluppo psicomotorio riferito nella norma.
Scolarizzazione: frequenta le scuole primarie e secondarie di cui non è noto il profitto né se siano presenti disturbi dell’apprendimento. Iscritto all’università, che non ha terminato nonostante 16 anni di corso, inizia la carriera politica all’età di 20 anni.
Un matrimonio e una convivenza, con due figli in buona salute.
Presenta interessi ristretti, in particolare per le ruspe e altri attrezzi edili finalizzati alla demolizione, che nomina frequentemente e di cui conosce tutti i modelli e la storia. Tende a reiterare i concetti di “radere al suolo” e in generale di distruggere cose che gli creano disagio emotivo. Utilizza ripetitivamente le frasi: “mandiamo le ruspe”, “andiamo con le ruspe”, anche durante la fila in sala mensa e mentre si trova in ascensore. Difficoltà in ambito sociale a uscire dal contesto abitudinario. Spesso indossa felpe che riportano il nome del luogo dove si trova, per diminuire lo stress dovuto al disorientamento.

Andamento clinico
Durante il ricovero sono stati effettuati interventi di psicoterapia individuale con colloqui giornalieri e interventi di psicoterapia di gruppo. All’interno del gruppo si evidenzia difficoltà ad instaurare relazioni paritarie. Il paziente rifiuta di confrontarsi con gli altri ricoverati negli spazi condivisi rivolgendosi continuamente al personale di servizio e dicendo: “Aiutiamoli a casa loro”. Durante i colloqui emerge un’alterazione delle capacità di analisi della realtà. Dimostrata mancanza di empatia: il paziente si dice meravigliato della reazione ostile di alcuni pazienti immigrati dopo averli apostrofati con gli appellativi “scimmia negra”, “appestato” e “tagliagola islamico”. Presenta istanze ipocondriaco-ossessive, mostrandosi continuamente preoccupato della possibilità di contrarre la scabbia o la malaria nonostante si trovi in ambiente batteriologicamente controllato.
Durante la degenza il paziente ha ricevuto visite regolari da parte dei familiari e di alcuni esponenti della comunità Rom preoccupati per il suo stato di salute.
Alla conclusione del ricovero, come forma di ironia affettuosa, i pazienti hanno regalato a Salvini una maglietta dove hanno fatto stampare la parola “neuro-scettico”, ma il soggetto ha mostrato disagio di fronte a una scritta dal significato sconosciuto e ha chiesto di farsi somministrare immediatamente un sedativo.

Conclusioni
Quadro clinico caratterizzato da difficoltà relazionali, disagio di fronte a persone ed eventi non familiari e soprattutto interessi ristretti. Salvini presenta tendenza alla generalizzazione attribuendo i propri pensieri e timori alle altre persone (in particolare e nella fattispecie per ruspe e scabbia).
Si consiglia psicoterapia individuale a lungo termine con sostegno ai colleghi di partito per la programmazione di un intervento terapeutico in sede, coinvolgendo il personale della Lega Nord al fine di ridurre i livelli di ansia e ossessività nel paziente.

Aggiornato dall’autrice alle 17.30