La salma di Giovanni Falcone è stata trasferita nel Pantheon nella città di Palermo. La lotta alla mafia intrapresa dal giudice Falcone si commenta da sé, il contrasto a “Cosa nostra” in quegli anni ha riscattato la Sicilia tutta.

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Non possiamo però dimenticare che solo un anno e tre giorni dopo quel 23 Maggio del 1992, ovvero il 27 Maggio 1993 “Cosa nostra” è uscita dalla Sicilia ed è venuta a Firenze, passando prima per Roma e poi trasferendosi a Milano.

Alla domanda a Giovanni Brusca se la mafia avesse in quel 1992 preso atto della grande riscossa contro la criminalità organizzata, il boss ha risposto: ne abbiamo preso semplicemente atto.

Del forte contrasto alla mafia in quel 1992 presero solo atto i mafiosi, nulla di più, arrivarono così a Firenze in “continente” il 27 Maggio del 1993 in via dei Georgofili e fu morte e distruzione 5 vittime, 48 i feriti.

La famiglia Borsellino ha scelto di non trasferire al Pantheon la salma del giudice ucciso due mesi dopo l’attentato di Capaci, perché ha preferito che rimanesse accanto alla moglie. Una scelta di tutto rispetto, così come noi abbiamo scelto che i nostri morti, quelli del 1993, non avessero funerali di Stato.