“Anni fa era un’altra storia, al centro c’era la politica. Oggi non c’è assolutamente aria di festa, è solo un’area verde dove cenare“. Atmosfera dimessa alla Festa dell’Unità di Roma: “Siamo partiti con il botto dopo gli appuntamenti con Fabrizio Barca e Ignazio Marino – dice un militante – adesso speriamo che si prenda il via”. Ma il Pd ha qualcosa da festeggiare? “Proprio perché viviamo un momento difficile sia per le divisioni interne che per le vicende di Mafia Capitale dobbiamo contribuire a questo appuntamento”, incoraggia un volontario. “Non mi aspettavo questo scandalo, sono delusa”, ripete una militante. Un pensiero condiviso anche da altri che propongono le loro soluzioni: “Dobbiamo rispolverare un principio che è entrato nel dimenticatoio: l’onestà“. “Olio di ricino – si spinge un elettore – è ora che la segreteria faccia pulizia, c’è troppa gente disonesta nel partito”. Di fronte al terremoto dell’inchiesta sui rapporti fra politica e mafia nella Capitale, la base difende il sindaco Marino a capo di una giunta sempre più in bilico: “Deve restare perché non ha nessuna responsabilità. E’ l’unico baluardo di legalità, il primo sindaco che ha preso per le corna il problema della corruzione e i vertici del partito dovrebbero appoggiarlo”  di Annalisa Ausilio