L’ultima visita gli aveva praticamente cambiato la vita. Adesso, otto anni dopo, Roberto Saviano è tornato a Casal di Principe, per visitare una mostra ospitata dalla struttura intitolata a don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra nel 1994, che ha sede in un immobile confiscato al boss Egidio Coppola. Un ritorno, quello di Saviano, condito dagli applausi della folla, che lo ha accolto al grido di “ben tornato Roberto”, ma anche dalla polemica aperta dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. “Io con Saviano ho lo stesso rapporto che ha lei con il suo barbiere”, ha detto De Luca, rispondendo alle domande di un cronista locale. Anche il governatore campano si è recato a Casal di Principe per visitare la mostra, e durante il suo intervento è tornato indirettamente ad attaccare l’autore di Gomorra. “Siamo nella terra di Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso che ha insegnato che la lotta alla camorra non si fa nei salotti tv, ma con la testimonianza di vita”, ha detto l’esponente del Pd, che poi ha aggiunto: “Dico a tutti che la Regione è pronta a una manovra che vada oltre la liturgia dell’anti camorra, siamo pronti a creare iniziative per dare lavoro ai nostri giovani”.

De Luca aveva già attaccato l’autore di Gomorra pochi giorni dopo aver vinto le elezioni regionali: “Saviano – aveva detto – la camorra se la inventa per non rimanere disoccupato”. Ieri, erano entrambi presenti a Casal di Principe, ma non si sono incontrati.

Proprio la città casalese aveva visto l’esordio pubblico dello scrittore anticamorra.  “Non valete niente, andate via“. era stato l’attacco che l’allora semisconosciuto Saviano aveva lanciato  durante una manifestazione per la legalità, il 17 settembre del 2007. Otto anni dopo ecco il ritorno nella cittadina campana, anticipato sulla sua pagina facebook. “Oggi a Casal di Principe – scrive Saviano – Dopo 8 anni io sono qui e voi Iovine, Zagaria, Schiavone, Bidognetti scacciati da una terra che vuole rinascere” .

Lo scrittore ha anche commentato l’arresto del boss Luigi Cuccaro, che la folla ha cercato d’impedire, disturbando l’azione delle forze dell’ordine. “Quello che è  accaduto a Barra è la dimostrazione che la battaglia per sconfiggere la camorra è ancora lunga: non dobbiamo credere di avere già vinto”.