Dopo vent’anni i Primus tornano in tour con la line-up storica – alle batteria nuovamente Tim “Herb” Alexander – e lo fanno per un motivo molto serio: realizzare il sogno d’infanzia di Les Claypool; vivere dentro La fabbrica di Cioccolato. Il leader della band non ha mai fatto mistero della passione maniacale per la prima versione su cellulosa del romanzo di Roald Dahl; quella del 1971 dove nella parte di Willy Wonka, al posto di Johnny Depp, c’era Gene Wilder. Ecco allora la decisione: reinterpretare tutta la colonna sonora scritta dai londinesi Bricusse e Newley per la pellicola, registrarla e portare il dolce e appiccicoso verbo in lungo e in largo per il globo.

Solo un genio folle e squilibrato poteva mettersi al timone di un progetto tanto visionario come Primus & the Chocolate Factory with the Fungi Ensemble; e fortunatamente Les Claypool lo è. I dubbi in merito all’utilità discografica e al ritorno economico di un’operazione di questo genere vengono dissipati dallo stesso Claypool: “Il tour è solo una mera operazione di marketing che permette di vendere dolciumi”. Di più: il progetto può risollevare le sorti di un’intera categoria – quella dei musicisti – dando il definitivo scacco matto all’annosa e vessata questione che affama il settore: “Non è possibile scaricare una barretta di cioccolato da internet, almeno per ora”. La fedeltà allo spirito del film è cieca e totale: in alcune copie dell’album, uscito ad ottobre, è stato inserito il Golden Ticket. Chi lo trova ha diritto ad entrare gratuitamente ai concerti dei Primus, ovunque e per sempre.

Bizzarrie che non sorprendono i fan storici della band più scintillante e nonsense della storia della musica americana e non solo. Il frullato di funk, metal e psichedelia, assemblato con una perizia tecnica che ha dell’inverosimile, ha permesso ai Primus di sfondare il muro della stramberia più e più volte. Oltre agli otto capolavori in studio inanellati dal 1990 ad oggi, hanno amalgamato ghiribizzi insieme ad Ozzy Osbourne, Tom Waits, Steward Copeland, Tom Morello, Kirk Hammett, e ai ragazzi di South Park – la sigla dell’irriverente cartone animato porta la loro firma. Nel frattempo la rivista Rolling Stone ha posizionato Les Claypool al quinto posto della classifica dei migliori bassisti di tutti i tempi; dietro di lui, tra gli altri, anche Jaco Pastorius. I Primus sono la bizzaria di un’America steamFunk distillata in sedicesimi slappati che si muove su biciclette bombate Schwinn e guarda b-movie pregando Frank Zappa.

Sul palco del Carroponte di Milano, per l’unica data italiana, i Primus si presentano in ritardo; dopo Those Damned Blue-Collar Tweekers, Les Claypool precisa: “Credevate fossimo alle prese con coca, puttane e hamburger, vero? Invece no, abbiamo avuto un problema tecnico: abbiamo forato”. La scena del delitto è il Monte Bianco, novello Calvario per la band californiana. Arrivano poi My Name Is Mud e Jerry Was a Race Car Driver, eseguiti magistralmente, anche se il volume di chitarra e specialmente di batteria sono sciapi. Dopo nove brani il sipario si chiude. L’attesa termina quando Les Claypool, con tuba e marsina viola, si presenta nuovamente con contrabbasso elettrico per eseguire Hello Wonkites; è il momento della Fabbrica di Cioccolato. Golden Ticket e Pure Immagination tessono l’atmosfera magica e gli Oompa Loompa salgono ciclicamente sul palco a ritmare – giganti pupazzi a stantuffo – il loro inno. I Fungi Ensemble impreziosiscono il tutto con ricami schizofrenici di vibrafono, scherzi di tablas, sbuffi di marimba, e stupende fughe di violoncello.

Due ore e mezza e ventisei brani dopo, tutti a comprare la cioccolata. Les Claypool mantiene le promesse: le barrette ci sono e prendono il nome dalle loro hit: Mr. Krinkle Bars (da Pork Soda; con riso soffiato), Professor Nutbutter Bars (da Tales from the Punchbowl; al latte, con arachidi), Bastard Bars e Jerry Was a Race Car Driver (da Sailing the Seas of Cheese; dark chocolate la prima, con chicchi di caffè la seconda). Anche a luci ormai spente le note pungenti del riff di Too Many Puppies persistono assieme all’unico sapore amaro: quello del cioccolato.