Se gli italiani andassero oggi alle urne col nuovo Italicum, il Pd prevarrebbe sul Movimento 5 Stelle. Ma di misura: 51,2% contro il 48,8%. E il centrodestra? Potrebbe vincere al ballottaggio coi dem soltanto se Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia si riunissero in un’unica lista. Il sondaggista Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera tratteggia gli esiti di eventuali elezioni politiche alla luce delle intenzioni di voto di oggi (qui gli ultimi sondaggi). Tutto calcolato in base alla nuova legge elettorale, sistema proporzionale a doppio turno con correzione maggioritaria che disciplina l’elezione di una sola Camera. Tradotto in numeri, l’Italicum assegna 340 seggi su 630 come premio di maggioranza alla lista che conquista il 40% dei consensi al primo turno. Se nessuno arriva a questo risultato, si procede al ballottaggio, al quale partecipano le due liste più votate. E chi vince ottiene il premio di maggioranza. Ecco le ipotesi di ballottaggio:

Pd e Movimento 5 Stelle – Se dem e grillini si sfidassero al secondo turno, l’esito sarebbe a favore del partito di Renzi. Ma di poco. E allo stato attuale sarebbe uno scarto del 2,4% a fare portare a casa il premio di maggioranza. Diversamente dai tempi del patto del Nazareno, al ballottaggio il centrodestra non sceglierebbe il Pd: il 55% dei leghisti voterebbe Grillo, solo l’8% i dem e il 37% si asterrebbe. Per quanto riguarda Forza Italia, il 60% degli elettori diserterebbe le urne, il 25% voterebbe M5s e il resto (15%) per il Pd. Diviso quasi a metà anche l’elettorato di sinistra (50% di voti al Pd e 45% per il M5S). Lo scarto così ridotto tra le due formazioni politiche è dovuto sia al calo dei consensi per il Pd sia all’ascesa del Movimento 5 Stelle, risalito nelle intenzioni di voto dopo le inchieste giudiziarie degli ultimi mesi, da Ischia a Mafia Capitale.

Pd e centrodestra – Se i partiti del centrodestra si riunissero in un’unica lista, batterebbero il Pd 53,5 a 46,5%, grazie al voto “molto coeso” tra elettori di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Tuttavia, “i sostenitori di Area popolare – scrive Pagnoncelli – voterebbero più per il Pd (60%) che per il centrodestra unito (35%). Anche in questo caso la maggioranza dei grillini (55%) si asterrebbe mentre gli altri privilegerebbero sia pure di poco il Pd (25%) sul centrodestra (20%)”.