Scoperti 3.250 evasori totali e sequestri per 420 milioni a chi aveva evaso le tasse.  Nei primi cinque mesi dell’anno l’ammontare dei redditi evasi all’estero è aumentato del 72% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati sono stati resi noti dalla Guardia di Finanza che oggi ha celebrato il suo 241esimo anniversario.

Nei primi cinque mesi del 2015, invece, sono stati assegnati con procedure irregolari appalti pubblici per 591 milioni. Le Fiamme Gialle hanno denunciato 444 persone e ne hanno arrestate 45. Quasi 500 milioni di risorse pubbliche – fondi comunitari e nazionali per lo sviluppo, soldi destinati all’assistenza sanitaria e previdenziale o a prestazioni sociali agevolate – sono finiti nelle mani di oltre 3mila soggetti che li hanno richiesti o percepiti indebitamente. Da gennaio alla fine di maggio, infatti, la Guardia di Finanza ha eseguito complessivamente 8.724 interventi che hanno interessato i più importanti flussi di spesa, denunciando 3.325 responsabili di appropriazione indebita delle risorse.

“Occorre contrastare evasione fiscale e criminalità organizzata in modo più efficace” ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan dopo aver sottolineato in particolare “la voluntary disclosure che ha segnato un punto di forte discontinuità”. Per sostenere la ripresa e le imprese “sono necessarie riforme strutturali: la riforma fiscale, il mercato del lavoro, le liberalizzazioni”. 

La lotta alla corruzione “è una priorità” e una “missione, certamente impegnativa, che la Guardia di Finanza intende portare avanti con assoluta determinazione” ha risposto il comandante generale Saverio Capolupo. Ma una “moderna azione di contrasto alla criminalità finanziaria e fiscale … non può prescindere da una più rapida, ampia ed efficace condivisione del patrimonio d’intelligence, realizzabile attraverso l’interoperabilità delle banche dati disponibili“.