Cinquemila euro netti al mese per un consigliere regionale? Con questo stipendio si deprime il rapporto con gli elettori“. Così Ignazio Zullo, consigliere regionale della Puglia e componente dei ‘ricostruttori’ di Raffaele Fitto, esprime il suo aspro dissenso all’iniziativa del neopresidente della Regione, Michele Emiliano, che ha proposto il taglio delle indennità dei consiglieri. Intervistato da Giuseppe Cruciani a La Zanzara, su Radio24, l’ex presidente di Forza Italia alla Regione Puglia, difende pervicacemente la sua posizione: “Al consiglio regionale abbiamo applicato nel 2012 una legge di Monti, con la quale ci siamo ridotti lo stipendio a 11.100 euro lordi al mese. Quindi, abbiamo già aderito alla riduzione dei costi della politica. Quella di Emiliano è una proposta demagogica, alla demagogia non c’è mai fine”. E aggiunge: “Come fa un consigliere regionale di Lecce, che per arrivare a Bari deve fare ogni giorno 350 km? Costerebbe troppo. Un consigliere regionale non è un sindaco”. “Non è che gliel’ha ordinato il dottore di fare il consigliere regionale“, osserva Cruciani. Piccata la reazione di Zullo: “Ma allora non ci dobbiamo candidare più?”. Il conduttore gli suggerisce di prendere in affitto un appartamento a Bari, ma il politico ribatte: “Ma sapete quanto costa l’affitto? Gli affitti a Bari sono uguali a quelli di Roma. Ma voi conoscete le spese per mantenere una casa a Bari? Anzi” – continua, spazientito – “in Consiglio Regionale proporrò un emendamento per avere 1000 euro al mese, perché 5mila euro per voi sono assai per campare. Se questa è la logica, anche con 1000 euro al mese si campa”. E ribadisce: “Io perderei soldi, se guadagnassi 5mila euro netti al mese. Sono un medico primario e ora sono in aspettativa obbligatoria. Io prendevo 6500 euro netti al mese per 13 mensilità, noi oggi invece prendiamo una indennità per 12 mensilità. E non avevo spese”. “Nessuno le ha mai chiesto questo sacrificio“, controbatte David Parenzo. E il consigliere regionale di centrodestra sbotta: “Allora mi dimetterò per farvi felici. Se 7500 persone mi hanno votato, vuol dire che qualcuno me l’ha chiesto di essere lì, no? Voi siete contro il processo democratico. Non avete rispetto del voto. Io me ne frego di voi e di Emiliano” di Gisella Ruccia