In primo grado era stato assolto, in secondo condannato e si era dimesso. Oggi per Vasco Errani, storico presidente dell’Emilia-Romagna (dal 1999 al 2014), il pg della Cassazione, Aurelio Galasso, chiede l’assoluzione dall’accusa di falso ideologico. All’esponente Pd era stata inflitta la pena a un anno dalla corte d’Appello di Bologna l’8 luglio 2014. Per il procuratore generale, quel verdetto “faceva una lettura ‘politica’ degli atti e poggia su argomenti del tutto fallaci”.

Da assolvere, ritiene il rappresentante dell’accusa, anche i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, condannati ad un anno e due mesi per favoreggiamento. Il pg Galasso, nella sua requisitoria, ha detto di “condividere” tutti i motivi di ricorso avanzati dalle difese di Errani e degli altri due coimputati. “Per ribaltare l’assoluzione emessa in primo grado – ha detto il pg – i giudici dell’appello avrebbero dovuto avere argomenti dirimenti basati su elementi probatori efficaci: questo non si è verificato”.  I giudici dell’appello “hanno interpretato tutta la vicenda attribuendo a Errani un dolo che non c’è stato, determinando così un cortocircuito logico motivazionale“.

Per Galasso, l’ex governatore “non ha commesso alcun falso in atto pubblico, dal momento che aveva dato incarico ai suoi stretti collaboratori di redigere una relazione sulla vicenda del finanziamento alla cooperativa Terremerse per rispondere ad un attacco giornalistico e aveva inviato questa relazione alla procura, sollecitando accertamenti”. Per questo, essendo quella relazione un “atto informale”, non c’era bisogno “né di protocollarlo né di conferire incarichi formali ad un assessore”.

Per queste ragioni il comportamento di Errani è stato “corretto” ed è “fuori dall’esercizio dell’azione penale”. Quella dell’ex governatore, ha proseguito il pg, “è stata una risposta all’articolo di un giornale, non era un atto amministrativo”. Infine l’accusa ha ricordato come tutti i testimoni del processo “hanno escluso di aver ricevuto pressioni o suggerimenti per determinare l’esito della relazione”.

La vicenda è legata ad una indagine sul finanziamento da un milione di euro alla cooperativa agricola Terremerse, presieduta nel 2006 dal fratello di Vasco Errani, Giovanni, che per una presunta truffa era stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi. In appello, lo scorso 9 aprile, è stato assolto mentre per altre imputazioni di falso e truffa è stato dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione. Nella relazione inviata in procura nel 2009, Errani chiarì la “regolarità” del comportamento dell’amministrazione regionale nell’erogazione dei fondi.