E alla decima puntata della quinta stagione, o ‘season finale’ che dir si voglia, Game of Thrones riuscì di nuovo a “spaccare l’internet”. Alla faccia del titolo – Mother’s Mercy, ossia La misericordia della Madre – la puntata non ha avuto misericordia alcuna per i fan, uccidendo uno dei personaggi più in vista de Il Trono di Spade (più svariati altri). Tra i molti che la amano e i molti che la criticano, Game of Thrones continua a mietere ascolti, con 8 milioni di telespettatori sintonizzati per il season finale, e con una serie di deviazioni dai libri – cui oramai anche i detrattori hanno fatto il callo: e va detto che alcune libertà creative, come l’incontro tra Tyrion e Daenerys a Meereen, non sono state sgradite – lo show chiude alcune storyline e ne apre altre.

Ma cosa è successo – spoiler – nella puntata andata in onda domenica sera negli Stati Uniti e lunedì su Sky Atlantic nella versione sottotitolata? Molte le morti, a partire da quelle di Stannis (prevedibile) e Jon Snow: se nei libri il destino di quest’ultimo è lasciato in sospeso (George R.R. Martin ha spiegato che essere morto nei libri non significa molto e rimandato a The Winds of Winter per tutti i dettagli del caso), nel Trono di Spade versione serie tv il figlio di Ned Stark (…forse) è stato pugnalato a morte da Olly e dai Guardiani della Notte, e la sua morte è da considerarsi definitiva.

Se i lettori dei libri nutrivano qualche speranza, a spegnerla ci si sono messi Kit Harington e Dan Weiss e David Benioff: “Mi è stato detto che sono morto e non tornerò nella prossima stagione”, ha detto l’attore (che girerà un paio di film e forse scriverà qualcosa). “I morti sono morti, la scena è abbastanza chiara, non lascia altre interpretazioni possibili su cosa potrebbe essere successo”, hanno aggiunto i due showrunner. In realtà di scappatoie su un Jon Snow ‘redivivo’ ce ne potrebbero essere, ad esempio nelle scene finali si vede Melisandre, che ha il potere di far risorgere i morti, oppure Jon Snow potrebbe incarnarsi nel metalupo Spettro, ma al momento queste sono pure teorie e chissà cosa si inventeranno – e se si inventeranno davvero qualcosa – i due autori.

Un altro morto-veramente-morto è Stannis, ucciso da Brienne: in questo caso la scena lasciava qualche dubbio, ma David Nutter, regista della puntata, spiega che la morte del personaggio veniva spiegata dagli eventi: “Non ha più niente per vivere, è una situazione in cui Stannis è pronto alla morte”. Se nella sesta stagione di Game of Thrones ritroveremo anche Sansa e Theon (sopravviveranno al salto, garantiscono gli sceneggiatori), dobbiamo dire addio anche a Meryn Trant e a Myrcella. In quest’ultimo caso non è chiaro come Cersei (protagonista di una delle sequenze non mortali più dure del season finale: nuda e rasata, è costretta ad una walk of shame per le strade di Approdo del Re) reagirà, visto che – hanno già fatto sapere gli autori – vero che potrebbe avere il dorniano Trystane sotto mano, ma per il personaggio di Lena Headey il colpevole dell’addio a sua figlia è Tyrion, responsabile (per Cersei) e della morte di Joffrey e dello sbarco di Myrcella a Dorne.

Ultima nota di colore, le dichiarazioni (preventive?) di Martin: l’autore de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco ha più volte difeso i cambi creativi degli autori, ma le continue lamentele dei fan lo hanno così scocciato da costringerlo a scrivere un post sul blog in cui invita i fan a non coinvolgerlo nelle “guerre” scatenate dagli ultimi episodi de Il trono di spade. “Non posso controllare quello che gli altri – siano essi fan o professionisti – dicono o fanno, l’unica cosa che posso controllare è quello che succede nei libri, ed è quello che farò tornando a scrivere adesso il nuovo capitolo di The Winds of Winter”.