Una legge per bloccare le proroghe e mettere a gara tutte le concessioni autostradali. La chiede Sinistra ecologia e libertà (Sel), chiamando il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, subentrato nei mesi scorsi al dimissionario Maurizio Lupi in seguito allo scandalo delle grandi opere che ha coinvolto il dicastero, a rispondere ad un’interrogazione parlamentare che contiene anche un duro atto d’accusa nei confronti dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. «Non si comprendono le ragioni per le quali il governo non sia ancora intervenuto in modo immediato sul tema delle concessioni come peraltro impone la normativa», scrivono gli interroganti, tra i quali i deputati Filiberto Zaratti e Serena Pellegrino, invece di «insistere nel cercare insieme ai concessionari ogni possibile scappatoia per prorogarne la durata».

CUCCAGNA IN RETE Dopo il passaggio del testimone al ministero di Porta Pia, infatti, la questione è rimasta tutt’oggi irrisolta. Nonostante il 17 ottobre scorso la Commissione europea avesse avviato una “pre” procedura di infrazione chiedendo alle autorità italiane approfondimenti sulla norma contenuta nel decreto Sblocca Italia varato dall’esecutivo e con la quale si dispone proprio la proroga delle concessioni autostradali. E a nulla era servito neppure che, in precedenza, perfino l’Authority Antistrust e l’Autorità nazionale anticorruzione avessero sollevato critiche e perplessità sulla stessa norma. Rilievi, peraltro, ricordati nell’interrogazione, ai quali si aggiungono anche quelli di Bankitalia. Che, scrivono i deputati di Sel, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in commissione Ambiente alla Camera, «ha evidenziato come le concessionarie abbiano visto salire i propri proventi dai 2,5 miliardi di euro nel 1993 agli oltre 6,5 miliardi di euro nel 2012 grazie ad aumenti delle tariffe che, pur tuttavia, non si sono tradotti in interventi per migliorare la rete in conseguenza di avvenuti rinnovi senza gara e per tempi troppo lunghi».

MENO ACCESSI PIU’ RICAVI Insomma, sebbene gli accessi in autostrada siano calati negli ultimi anni per effetto della crisi, i ricavi hanno continuato a lievitare grazie all’aumento dei pedaggi. «Aumento giustificato sulla carta dagli investimenti effettuati per il potenziamento della rete, che pur tuttavia nella pratica non risulterebbero essere stati fatti – rilevano i parlamentari di Sel – Tra il 2008 e il 2013 gli investimenti delle concessionarie sono, infatti, rimasti stabili e non hanno seguito il profilo crescente definito nei piani di sviluppo annessi alle convenzioni siglate all’inizio del quinquennio». Risultato: «Nonostante il mancato rispetto dei piani di investimento, alle concessionarie autostradali sono stati riconosciuti egualmente gli aumenti tariffari e i loro ricavi sono più che raddoppiati». Bankitalia, si legge ancora nell’interrogazione «ha, inoltre, evidenziato che ogni chilometro di autostrada a pedaggio genera annualmente in Italia ricavi medi per oltre 1,1 milioni di euro» dei quali «300.000 euro destinati allo Stato e 850.000 alle concessionarie». Quindi, concludono i deputati di Sel, «il problema sta nel fatto che le vigenti concessioni autostradali sono state tutte rinnovate senza passaggio per una gara pubblica e si caratterizzano per durate residue estremamente lunghe». Di qui la richiesta al governo di una normativa per bloccare le proroghe e mettere a gara tutte le concessioni.

REVOCA PER I FURBI «Di fatto, in questi anni, i gestori delle autostrade non hanno fatto altro che aumentare le tariffe in misura inversamente proporzionale rispetto alla diminuzione del numero dei pedaggi per effetto della crisi – spiega il primo firmatario dell’interrogazione, Filiberto Zaratti, a ilfattoquotidiano.it – Gravando, oltre che sulle tasche dei comuni cittadini, anche sui bilanci degli autotrasportatori che, a loro volta, sono stati costretti ad aumentare i loro compensi, con la conseguenza che i prezzi al consumo di molti prodotti che viaggiano su gomma da una parte all’altra del Paese sono a loro volta saliti». Una situazione insostenibile che, secondo il deputato di Sel, necessita di un intervento normativo. «Chiediamo una legge che stabilisca, una volta per tutte, che la gara pubblica è il metodo normale di assegnazione delle concessioni autostradali – conclude Zaratti – E che imponga una verifica accurata e periodica degli investimenti che le concessionarie si impegnano a fare, disponendo la revoca delle concessioni qualora tali impegni risultino violati».
Twitter: @Antonio_Pitoni