Il Comune di Piacenza dice addio a Equitalia. La giunta ha infatti deciso di fare a meno dell’agenzia di riscossione dei tributi, società a totale controllo pubblico, perché in questo modo – hanno stimato gli uffici – palazzo Mercanti dovrebbe riuscire a recuperare circa 2 milioni di euro. “Tramite Equitalia non abbiamo mai recuperato grandi risorse, dal 5 al 10 per cento negli anni scorsi. Un’azione non particolarmente proficua”, ha spiegato l’assessore al Bilancio, Luigi Gazzola.

Il primo passo, per il superamento di Equitalia, è stato fatto. Riguarda l’approvazione, da parte della giunta comunale, del nuovo regolamento per la riscossione coattiva dei crediti, che ora dovrà passare in consiglio comunale per la definitiva approvazione. Ma la maggioranza, a guida Pd, sembra abbastanza serena, visto che la battaglia per estromettere l’agenzia è stata portata avanti per anni proprio dall’opposizione, in primis la Lega Nord.

In questo modo, l’agenzia concluderà le sue prestazioni per il Comune di Piacenza il 30 giugno di quest’anno e in seguito il compito di riscuotere quanto dovuto passerà a un altro gestore, che è già stato individuato. Lo ha confermato sempre l’assessore Gazzola: “L’atto di gestione, di competenza dei dirigenti prevede che possa trattarsi del soggetto che già si occupa della pubblicità (Canone per l’occupazione di suolo, ndr). Quando abbiamo fatto questa gara era previsto che fosse possibile estendere al concessionario anche altri servizi. E presumibilmente dovrebbe andare a lui, cioè l’agenzia Ica Srl Imposte comunali e affini. Quando il consiglio comunale avrà dato l’atto di indirizzo alla giunta per individuare il nuovo concessionario noi ci avvarremo della gara che già esiste”.

Insomma, a parte alcuni passaggi non scontati ma che appaiono piuttosto “blindati”, dal primo luglio di quest’anno non sarà più Equitalia a riscuotere i tributi per il Comune. Un passaggio che permetterà, secondo Gazzola, la riscossione di soldi che finora era impossibile far versare ai creditori: “Tramite Equitalia non abbiamo mai recuperato grandi risorse, dal 5 al 10% negli anni scorsi e quindi con un’azione non particolarmente proficua. Il passaggio è stato quasi obbligato, dopo l’entrata in vigore della legge di Stabilità 2015, nella quale è stato mutato il quadro normativo con controlli comunali sull’operato di Equitalia per i crediti definiti inesigibili dalle aziende”.

In pratica, una volta che il credito veniva definito “inesigibile”, l’amministrazione tramite l’agenzia non poteva più portare avanti altre verifiche, perché era espressamente sancito il divieto a Equitalia di farlo su cartelle di pagamento con importi inferiori di 300 euro.
“I nostri crediti non pagati, però, sono spesso e volentieri di importo inferiore (per esempio le multe, ndr), per cui vuol dire che nessuno era più in grado di recuperarli con una perdita di alcuni milioni di euro. La ragione, che capiamo, è quella di non vessare ancora di più i contribuenti, però dal nostro punto di vista questo limite non ci consente di far pagare il dovuto. In questo modo, invece, riusciremo a mettere in pratica una maggiore equità e giustizia sociale, soprattutto nei confronti di coloro che fanno il proprio dovere”.

Una stima di quanto il Comune potrà incassare è già stata fatta. L’ordine si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro, soprattutto proveniente da contravvenzioni. Anche se, ha concluso l’assessore al Bilancio, “solo il mancato pagamento della Tares valeva circa 1 milione e 850mila euro. Quindi, per poterli recuperare in tempi ristretti e certi, siamo stati costretti a cambiare modalità di riscossione”.