Mentre dalla Colombia e dal Perù si festeggia la possibilità di viaggiare in Europa senza visto – a partire dal prossimo ottobre – l’atteggiamento europeo e segnatamente italiano verso la sponda sud del Mediterraneo è quello che sappiamo. Con alcune “perle” di perfidia -speriamo involontaria – come quella che  qui raccontiamo.

Il governo italiano, tramite la sua ambasciata a Tunisi, nega il visto a un volontario Expo che la stessa organizzazione dell’esposizione aveva valutato, selezionato e invitato a Milano per due settimane. Gli stessi dirigenti Expo sono rimasti stupiti a rendersi conto che nelle ambasciate se ne fanno un baffo del tempo e delle energie che sono state impiegate per individuare e selezionare a distanza i candidati volontari. Se la preoccupazione numero uno è evitare l’immigrazione, chi se ne frega degli inviti di Expo.

E così l’ambasciata ha negato il visto a Jemli Oussema, un giovane di Kelibia (Tunisia) che ha già lavorato per italiani nei call center a Tunisi e nel turismo e che si era accorto del bando lanciato da Expo per avere anche volontari extraeuropei. Aveva scritto i suoi dati e le sue competenze, era stato contattato per colloquio, che è stato lungo e approfondito, via Skype. Tra tutti i candidati tunisini, Expo ne ha selezionati solo 4, tra i quali Jemli Oussema. Viaggio a carico del volontario, alloggio in ostello parzialmente coperto da Expo. Dall’ambasciata di Tunisi non hanno dato particolari spiegazioni per il diniego del visto. Si  tratta infatti di materia discrezionale. Hanno fatto capire che non ritengono Jemli abbastanza ricco. Insomma potrebbe avere la tentazione di restare in Italia. Voi che fareste?

A me pare che pur restando nel discrezionale si  potrebbero e dovrebbero dare i 4 visti brevi ai 4 selezionati per Expo. Almeno per ringraziarli per la fiducia.