Da ragazzo sognavo di diventare l’Uomo Ragno, pregavo Dio di donarmi il potere di arrampicarmi sui muri, e di notte, senza farmi vedere da mio fratello più piccolo tentavo la scalata del bosco che avevo appiccicato alla parete. Niente da fare, le mani non facevano presa. Nella successiva preghiera promettevo a Dio che avrei usato i miei superpoteri solo per fare del bene e non per
farmi fico agli occhi di Monica, la più bella della classe, e mi sembrava un argomento dalla logica stringente e pieno di filantropia.

L’unico dubbio del mio sogno era la ragnatela, Peter Parker era uno studente brillante, io un asino totale, la vedevo dura a crearmi la ragnatela sintetica. Mi dicevo: sarai un Uomo Ragno senza ragnatela, l’importante è arrampicarsi su questi cazzo di muri. Niente, non riuscivo ad arrampicarmi. Diventai ateo grazie a Stan Lee, l’inventore del supereroe. Poi ci fu il periodo John McEnroe, avevo un buon dritto, ma se mi facevano una palla corta iniziavo a boccheggiare sul campo da tennis. Allora passai a un altro John: Travolta. Adoravo il suo modo di ballare e di camminare per strada ancheggiando. Una sera cercai di imitare la camminata di Travolta, ero su Corso Sempione, passò una macchina con il finestrino aperto e sentii: “a frocione….”. Abbandonai Travolta.

Poi, finalmente, vidi – Otto e mezzo – di Fellini, ed eccomi qua. Chi mi segue sa che non sono solo un egonarcisista con tendenze narcotiche, mi occupo anche degli altri, sono specialista nei video ritratti, ma la mia personalità è sicuramente ingombrante, mi soffoca, e cerco di liberarmene attraverso dei monologhi o delle autointerviste. Nessuno mi intervista? Allora mi intervisto da solo, mi sembra un’ottima soluzione. Mi guardo, mi analizzo, e cerco di capire chi sono e che cosa voglio. Voglio diventare famoso? Fare una serie di autografi volanti per strada? Non so, certo potrebbe essere un aiuto, sono molto timido, la celebrità potrebbe farmi espletare la mia virilità in modo più intenso, e liberarmi dalla morsa della masturbazione speculare (mi masturbo di solito davanti allo specchio ). E però mi ritrovo sempre a darmi piacere da solo, che cosa è una autointervista se non la masturbazione fatta con altri mezzi? Bene, la situazione è allegramente disperata, non ci sono dubbi al riguardo.

Nei prossimi post mi occuperò di attrici, sono stato a Roma e ho fatto due video ritratti a due attrici romane, mi hanno detto che ho ” il dono di fare parlare le donne”, capite? Le faccio parlare… mentre vorrei anche… avete capito no? Ma è sempre questa maledetta timidezza!