A nord di Torino, vicino alla Reggia dei Savoia, ci sarà il primo Comune piemontese a 5 Stelle. A Venaria Reale il candidato grillino Roberto Falcone, 48 anni, ha vinto il ballottaggio contro il candidato del Pd Salvatore Ippolito ottenendo il 69 per cento dei voti e mettendo fine a un ventennio di amministrazione del centrosinistra: “È una sonora sconfitta”, ammette il segretario provinciale del Pd Fabrizio Morri. Mentre il centrosinistra cura le sue ferite il neosindaco ha già preso contatti con i funzionari: “Ho incontrato il segretario comunale, i dirigenti e il commissario che ha retto il Comune in questi mesi e abbiamo fatto un brainstorming – spiega Falcone all’uscita dal municipio – Come movimento stiamo già lavorando alla giunta”.

Per il Pd torinese è un smacco: “Venaria ha una storia di conflitti interni nel centrosinistra, ferite che non si sono ricomposte in vista di queste elezioni”, spiega il segretario. In passato, però, queste divisioni non avevano mai portato alla sconfitta. Nel 2005 al ballottaggio sono arrivate due formazioni di centrosinistra e venne eletto Nicola Pollari, a capo della coalizione costituita da Ds, Margherita, Idv, Rifondazione comunista e altri. Nel 2010 invece non ci fu neanche bisogno del secondo turno perché la coalizione guidata da Pd e Idv arrivò subito al 56 per cento e Giuseppe Catania divenne il primo cittadino. Ora però qualcosa si è spezzato: troppi personalismi hanno portato a tre candidature diverse per il centrosinistra, di cui una guidata dal Pd e le altre due legate agli ex amministratori. A destra un’altra spaccatura con Lega Nord e Forza Italia da una parte, Fratelli d’Italia con una lista civica dall’altra. Ne ha approfittato il M5S su cui sono confluiti molti voti delle liste contrarie ai democratici. Falcone è passato così dai 2.500 voti del primo turno a più di 9mila, mentre l’avversario ne ha persi 1.500 nel giro di due settimane.

“Gli elettori non hanno colore e il voto è segreto – afferma il nuovo sindaco – L’unica cosa certa è che da questi risultati emerge la voglia di cambiare: i cittadini vogliono trasparenza e vogliono ragionare sui temi”. Per Morri “il risultato è così negativo che ci obbliga a una riflessione seria. Si può anche perdere, ma non così”.

La vittoria dei Cinque stelle non può essere solo il frutto delle divisioni altrui. Cosa può aver inimicato così gli elettori? Tra le colpe c’è il fatto che le amministrazioni passate non siano state capaci di far fruttare meglio gli investimenti. “In tanti anni non c’è stato uno sviluppo nonostante i soldi spesi”, afferma Falcone. Ad esempio ci si aspettava di più dalla risorsa più importante di Venaria. Si tratta della reggia dei Savoia che, dopo anni di abbandono e lavori, ha accresciuto il numero di suoi visitatori, ma non ha portato ricchezza.

“Viene vissuta con distacco, non ha portato un benessere comune”, sostiene Morri, mentre il sindaco vorrebbe che fosse più “organica” con la città. “È come se la reggia fosse a parte. Ad oggi l’amministrazione comunale fa parte della fondazione che la controlla e ogni anno elargisce una donazione, ma poi deve occuparsi anche del mantenimento degli spazi attorno”. Presto però ci sarà il rinnovo del cda e il nuovo sindaco spero che Venaria possa contare di più.

Intanto il M5S dovrà preparare la giunta: “A inizio maggio abbiamo messo online il bando per trovare gli assessori – dice Falcone – Sono arrivate le candidature e ora le valutiamo in base al merito. Non siamo vincolati alla scelta interna, però ci deve essere una condivisione di intenti”. In consiglio comunale invece i grillini avranno 15 seggi, mentre l’opposizione ne avrà 9: “Non ci saranno arroccamenti, ma discuteremo i punti del programma con tutti”.