Si è sempre definita una semplice “sarta”, anche se i suoi 100 anni li aveva festeggiati in Campidoglio con una cerimonia dedicata dal sindaco Ignazio Marino. Micol Fontana, l’ultima delle tre sorelle fondatrici del marchio di moda Sorelle Fontana, si è spenta venerdì 12 giugno all’età di 102 anni dopo una vita passata negli atelier a vestire le grandi dive, da Rita Haywort a Barbara Stanwyck, fino a Audrey Hepburn. “Io dico sempre che nel nostro sangue non c’è sangue blu, ci son spilli”, aveva raccontato in una delle ultime interviste, ricordando la sua vita e la sua attività.

Nata a Traversetolo, nel parmense, l’8 novembre 1913, Micol Fontana aveva cominciato dall’età di dieci anni a lavorare insieme alle sue sorelle, Zoe e Giovanna, per aiutare la madre. “Abbiamo imparato a lavorare dalla mamma, la nonna, la bisnonna. Duecento anni della famiglia. Le donne della nostra casa hanno sempre fatto questo mestiere”. Ma il paese stava stretto alle tre sorelle, che un giorno del 1936, raccontava sempre Micol, andarono in stazione a Parma, decise a salire sul “primo treno che passa”: era quello per Roma, e da lì non sarebbero più tornate.

Nella capitale, dopo aver lavorato in diversi laboratori, le Fontana riuscirono ad aprire la loro sartoria, che presto cominciò a essere frequentata dall’aristocrazia romana e dopo la guerra divenne anche amata dalle dive di Hollywood. “Con le patate che ci dava papà – raccontava la donna – riuscivamo a farci dare la seta che poi utilizzavamo per confezionare i vestiti delle clienti”. Il marchio divenne celebre quando le tre sorelle realizzarono l’abito da sposa di Linda Christian per il matrimonio a Roma con Tyrone Power e da lì altre dive, tra cui Audrey Hepburn, si servirono dalle Fontana. Le Sorelle Fontana furono consacrate a pieno titolo nel mondo dell’alta moda, interpretando con le loro creazioni gli anni della Dolce Vita. Gli abiti realizzati nel loro atelier vestirono celebrità e famiglie reali, da Kim Novak a Barbara Stanwyck e Ava Gardner, da Soraya a Maria Pia di Savoia, fino a Jacqueline Kennedy e Gioia Marconi, figlia dell’inventore.

Micol proseguì la sua attività aprendo punti vendita fino agli anni Novanta e ha sempre continuato a collaborare nel mondo della moda, della cultura e dell’arte. Nel 1994 nasce una Fondazione che porta il suo nome, in omaggio alla vita dedicata insieme alle sorelle al mondo dell’haute couture. L’eredità lasciata dall’atelier sono oltre 200 abiti realizzati tra il 1940 al 1990, oltre a ricami, accessori e figurini che sono conservati nell’Archivio della Fondazione.