Un condono per mettere in regola migliaia di abusi edilizi a pochi giorni dal voto. È una pesantissima debàcle quella in cui è inciampato il governo siciliano di Rosario Crocetta. Nelle scorse ore, infatti, l’assessore al Territorio Maurizio Croce ha emesso una circolare che riconosce l’applicabilità della sanatoria decisa dal governo Berlusconi nel 2003. Sono più di trentamila le richieste di sanatoria edilizia pendenti nei comuni siciliani ai sensi della legge 326 del 2003: il record si raggiunge a Marsala, Barcellona Pozzo di Gotto, Carini. Le stesse città che domenica e lunedì sono chiamate a votare per il ballottaggio eleggendo il nuovo sindaco. Ecco perché la mossa del governo regionale ha trascinato nella bufera Crocetta, che però smentisce di avere saputo nulla della mossa del suo assessore. “A qualche giorno dal voto il Governo siciliano riesuma un provvedimento di condono edilizio che fa fare alla Sicilia un ulteriore passo indietro e lascia allibiti: bisogna mandare subito a casa questa Giunta in mano ai peggiori interessi speculativi e che sta distruggendo la Sicilia: altro che rivoluzione” dice Fabio Granata di Green Italy.

“Il provvedimento a firma dell’assessore Croce smentisce non solo anni di statuizioni delle corti di giustizia ma anche la linea politica dello stesso presidente Crocetta: ancora una volta, questo Governo incapace dimostra la propria totale schizofrenia” è invece l’attacco dei deputati regionali del Movimento Cinque Stelle, che proprio pochi giorni fa erano stati bollati come “populisti” dallo stesso Crocetta. Il motivo? Avevano annunciato il finanziamento di 300 mila euro (denaro proveniente dal “taglio” dei loro stipendi) per asfaltare una Regia Trazzera, una vecchia strada per rendere più veloce il collegamento tra Palermo e Catania, dopo il crollo del viadotto dell’autostrada. Adesso invece a finire esposto al fuoco incrociato delle polemiche è proprio il governatore, molto attivo in campagna elettorale nella sua Gela, dove si gioca una battaglia fondamentale: il sindaco uscente del Pd Angelo Fasulo, da lui fortemente sostenuto, al primo turno è stato staccato di 400 voti dal candidato del Movimento Cinque Stelle Domenico Messinese, e adesso dovrà affrontarlo al ballottaggio. Anche a Marsala il candidato dei democratici Alberto Di Girolamo corre per sconfiggere al secondo turno l’avversario di centro destra Massimo Grillo, e il Pd esprime un candidato anche al ballottaggio di Carini: le stesse città che hanno fatto registrare un record di richieste di sanatoria edilizia e che adesso il governo Crocetta ha accontentato.