La tensione tra Stati Uniti ed Unione europea da un lato e Russia dall’altro, innescata dall’annessione della Crimea da parte di Mosca e dal conflitto nell’est dell’Ucraina, continua a salire. Secondo il New York Times, che cita fonti americane e alleate, il Pentagono è pronto a dispiegare mezzi pesanti e fino a 5mila soldati in diversi Paesi alleati dell’Est europeo e del Baltico per scoraggiare e impedire una possibile aggressione da parte della Federazione presieduta da Vladimir Putin. Il quotidiano parla di “carri armati, veicoli da combattimento della fanteria e altre armi pesanti”.

La proposta, se approvata dal segretario alla Difesa Ashton Carter e dal presidente Barack Obama, sarebbe il primo caso di dispiegamento di forze di questo tipo negli ex Paesi sovietici dalla fine della Guerra fredda, sottolinea il Nyt. E sarebbe una mossa ben più forte rispetto alle sanzioni comminate finora da Washington. La Casa Bianca e la Nato lancerebbero a Putin un messaggio molto chiaro: gli Usa sono pronti a difendere i membri dell’alleanza atlantica vicini alle frontiere con la Russia anche mobilitando truppe ed equipaggiamenti.

I mezzi coinvolti sarebbero poca cosa rispetto a quelli che potrebbe mettere in campo Mosca all’occorrenza. E l’assegnazione di truppe non sarebbe permanente. Ma, nota il giornale della capitale statunitense, l’operazione sarebbe un segno dell’impegno americano e un forte deterrente contro nuove azioni aggressive di Putin. Pochi giorni fa Obama, durante la conferenza stampa di chiusura del G7, ha detto che Putin sta portando alla rovina “nello sforzo di ricreare i fasti dell’impero sovietico.