Poteva andare peggio a guardare il primo spezzone di partita. Ma girando il foglio ai restanti ottanta, se l’Italia avesse portato via tre punti da Spalato nessuno avrebbe potuto recriminare. Alla fine ne viene fuori un pareggio che lascia immutata la classifica del girone H: Croazia prima, Italia seconda e Norvegia terza. Però a Conte resta l’amaro in bocca per come la nazionale arriva alla pausa estiva delle qualificazioni all’Europeo. Perché gli azzurri risalgono la corrente dopo una partenza difficile, si vedono annullare un gol, crescono e costruiscono ma sprecano tanto. Detto facile-facile: avrebbe potuto vincere e sorpassare la Croazia. “Abbiamo fatto una partita con personalità e coraggio – afferma il commissario tecnico – I giovani crescono ma c’è da lavorare”. Si potrà fare con tranquillità dall’autunno, con le partite più importanti da giocare in casa e lo scivolone al terzo posto evitato.

Tutto in 10’: avvio choc
Sembrava potersi concretizzare in avvio. I primi dieci minuti sono un can-can di emozioni. Un’ingenuità di Astori spedisce Mandzukic sul dischetto: Buffon lo ipnotizza. Candreva e Pellè mandano El Shaarawy in gol (regolare) ma l’arbitro annulla e mentre la punta rossonera, Marchisio e De Silvestri protestano con il guardialinee per la segnalazione errata, la Croazia si catapulta in avanti e ancora Mandzukic ha la palla buona per il vantaggio. Questa volta è gol. Conte è una furia, l’Italia molto ingenua anche se nel giusto perché il Faraone è in evidente posizione regolare quando Pellè spizza il cross di Candreva. Nel deserto di Spalato, il ct azzurro entra in campo e urla a lungo. Buffon becca un giallo, ma non c’è nulla da fare: dalle stelle alle stalle nel giro di venti secondi.

Candreva e sprechi
Metabolizzato l’insolito 4-3-3, che resta una stella polare per la prossima estate, gli azzurri spezzano più volte la difesa di Kovac, apparsa tutto fuorché irresistibile già all’andata sull’erba di San Siro. El Shaarawy sbaglia un rigore in movimento dopo una splendida azione costruita da Pirlo e Marchisio e rifinita da un Pellè capace di giocare a tutto tondo. La punta è utile come sponda e sa anche sfondare. Ma la partita sembra diventare maledetta quando De Silvestri si infortuna seriamente alla mezz’ora dopo un contrasto con Kovacic e Buffon resiste nonostante un taglio al ginocchio che ne limita i movimenti (fuori all’intervallo per Sirigu). È un’Italia che si piega ma non si spezza. Lascia passare la buriana e poi affonda. Pellè si fa ancora prezioso con un colpo di testa deviato di mano da Mandzukic in area di rigore. L’occasione permette a Candreva di diventare il giustiziere della Croazia colpendola come all’andata. Questa volta l’esterno fa male dal dischetto, con uno scavetto-beffa. Pareggio giusto e azzurri in crescita nel finale ancora con Pellè lanciato da Pirlo.

Marchio azzurro ma senza scossoni
La presenza dalle parti di Subasic diventa una costante dopo l’intervallo. Purtroppo il marchio azzurro sulla partita fa rima con imprecisione. El Shaarawy ruba un pallone d’oro a Marchisio, Parolo cicca un tiro comodo al centro dell’area. Tutto nasce sempre dai piedi di Candreva, inesauribile nel mettere in crisi Pranjic. La Croazia attende e affonda poco, Rakitic va sotto ritmo e Brozovic non ne azzecca una. La miglior azione arriva al minuto 79 su un errore (il primo) di Candreva che innesca un flipper sul quale la difesa italiana è in bambola fino alla conclusione di Rakitic. Ma il centrocampista blaugrana non buca Buffon come a Berlino appena sei giorni fa. Sonnecchianti gli sgoccioli della partita, nonostante le squadre si allunghino molto e la Croazia giochi gli ultimi quattro minuti in dieci per l’espulsione di Srna. La Norvegia non va oltre il pareggio con l’Arzebaijan. A Spalato nessuno ci lascia le penne.

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