“I magistrati sono talmente pochi che non riusciamo a formare dei collegi. Al 31 dicembre la scopertura dell’organico arriverà al 37%, essere quasi al 40% significa chiudere”. Si sfoga così il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri: “E ‘inadeguato metterci in condizioni di non poter lavorare”.

Ma Squitieri dice di più, non vorrebbe che l’intenzione finale fosse quella di “lasciarci avere delle difficoltà assolute nell’operare”. Secondo il presidente della Corte dei Conti poi “senza un rinforzo, soprattutto di giovani magistrati, tutti i discorsi sulla razionalizzazione sono vani”. E aggiunge che l’istituzione “è presidio per la sana gestione del Paese. Non è possibile paralizzarla, significa creare un danno”.

“Possibile che la Corte non possa dire nulla sulle entrate?”
Squitieri parla anche del contenzioso tributario, dicendo che, in questo ambito un intervento della Corte dei Conti “potrebbe tornare utile”. “Ad oggi – aggiunge – ci sono contenziosi tributari per 33 miliardi di euro, possibile che un istituto come la Corte dei Conti, che lavora nel mondo della spesa pubblica, sia estraneo a un sistema in cui girano queste cifre? Possibile che siamo rigorosi sulla spesa e non possiamo dire nulla sulle entrate in un settore di questa dimensione?”.

“Ok Jobs Act e rallentamento vincoli patto di stabilità”
Sul Jobs Act invece, Squitieri dice che “il governo sta seguendo un percorso che noi potremmo ritenere condivisibile. Però sono valutazioni di politica generale che non competono alla Corte”. Infine il presidente della Corte dei Conti, sottolinea che un allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali “ha ricadute di vario profilo e non sarebbe negativo”.