Salvatore Buzzi in agenda segnava tutto, con attenzione. Appuntamenti con politici di destra e di sinistra, compleanni eccellenti e perfino le morti di personaggi famosi, da Lucio Dalla al cardinale Martini. Non solo: segna avvenimenti politici, come l’inizio del governo Letta o la chiusura delle gare, che forse interessavano di più. Così scorrendo l’agenda dell’uomo ritenuto dalla Procura il braccio “sinistro” dell’ex Nar Massimo Carminati, sembra quasi di entrare negli aspetti privati di tre anni di vita (dal 2011 al 2013) fatti anche di appuntamenti frequenti dal dentista e cene dalla mamma.

Ma c’è di più perché sono tanti i nomi di politici finiti nell’agenda. Adesso però toccherà ai carabinieri del Ros riscontrare se gli incontri sono realmente avvenuti. Anzi è bene chiarire che qui si riportano solo i nomi segnati da Buzzi in agenda. Buzzi di sicuro non ha dimenticato il compleanno dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno il 3 marzo 2012. Annotati anche i nomi di persone vicine all’ex primo cittadino, come Marco Visconti, che torna varie volte in agenda e ora è indagato con l’accusa di aver ricevuto da Buzzi 400 mila euro, di cui 200 mila sempre per il tramite di Franco Panzironi, ex ad della municipalizzata romana per l’ambiente Ama, “a titolo di finanziamento per la campagna elettorale delle amministrative del 2013”, quando si sfidavano Marino e Alemanno che ne uscì perdente.

L’appuntamento – in base a quanto scrive da Buzzi – ci sarebbe stato il 29 dicembre 2012, come pure il 4 gennaio e il 3, giorno in cui segna anche Panzironi di Ama. A gennaio di quell’anno l’agenda è fitta. Buzzi segna i nomi di Florenza (che lo stesso Buzzi nelle intercettazioni definisce “l’uomo dei conti di Zingaretti”) e Milardi, al tempo nello staff di Alemanno. Il 5 gennaio tocca a Tredicine e Fiscon, dg di Ama, nomi che ritornano nell’inchiesta romana. Il 19 gennaio 2012, c’è un appunto strano. Buzzi annota: “D’Alema Gasparra piazza Pietro” e qualche ora segna di nuovo Florenza.

Non manca neanche il nome di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: il 22 gennaio segna “Panzironi – Zingaretti” seguito da parole che non si capiscono bene. Un mese pieno di impegni quindi segnato anche da quell’appunto sulla morte di “Scalfaro”, del 29 gennaio 2012. Scorrendo l’agenda si scopre che Buzzi non dimentica neanche le “porsche” e gli appuntamenti alle cene in famiglia. Ma intanto coltiva rapporti.

Il 14 febbraio scrive “Belviso campidoglio”. Il 2 marzo segna: “Zingaretti” alle ore 15 e alle 17 “Panzironi” che rivede anche il 9 marzo, alle 14. Due ore dopo “Gramazio via delle vergini”. Stesso giorno segna anche “Pelosi – forse Pino la rana, l’uomo delle trame della morte di Pasolini – e Veltroni” con altre parole incomprensibili. Il 3 aprile “Marroni”. Nelle informative ci sono anche delle chiamate con Angiolo Marroni garante dei detenuti del Lazio e padre del senatore Pd che finisce intercettato con Buzzi anche se estraneo alle indagini. Forse il 27 settembre 2013, c’è anche una cena a casa Marroni: “cena Marroni casa Fazz”. Non manca “Odevaine”, ex braccio destro di Valter Veltroni anche lui detenuto per Mafia capitale, ma con l’accusa di corruzione. Al 20 giugno è segnato: “Baobab cena Odevaine”, nome ripetuto ancora una volta il 27 luglio 2013.

A volte l’agenda diventa anche un carnet per fare i conti: “100 diviso 180 uguale 5,5; 900/150: 6.0; 800/138: 5.7” e vengono in mente tutti quei calcoli che spesso faceva Buzzi quando parlava di soldi per i centri di immigrati e dei migranti stessi. A parte i week end tra Londra e Berlino, Buzzi dedica poco tempo alle vacanze: dal 9 al 17 agosto. Poi si ritorna al lavoro e al 3 settembre c’è già un appuntamento: “Marroni”, segna Buzzi. E così si ricomincia.

Da Il Fatto Quotidiano del 10 giugno 2015