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Sono passate un po’ più di due settimane dal 23 maggio 2015. Una giornata uggiosa, con nuvole imponenti sospese sul cielo d’Abruzzo ogni tanto interrotte dal timido sole di un pomeriggio speciale. Il 23 maggio è stato il giorno scelto per la grande manifestazione contro Ombrina Mare, il progetto petrolifero della Rockhopper Exploration rilevato dalla defunta Medoilgas che ha cessato le sue attività meno di un anno fa e di cui Chicco Testa era non-executive director.

Ombrina ha avuto il parere positivo da parte del Comitato Tecnico di Valutazione Ambientale il giorno 6 marzo 2015.

E quindi due settimane fa eravamo tutti lì, a migliaia, io arrivata dopo un lungo viaggio dallo Utah, un fiume lunghissimo di persone che in questi anni ha cercato di opporsi in tutti i modi allo scempio dei pozzi e della nave desolforante a nove chilometri dalla costa dei trabocchi. Manifestazioni, osservazioni, incontri informativi. Per me personalmente è stato veramente bello vedere così tante persone, arrivate da varie parti della regione e del resto d’Italia a protestare in modo composto, intelligente e gioioso.

A dare un extra quid di grinta a tutti, la storia della Forest Oil sconfitta dagli 881 di Bomba e la tanto agognata perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina – dopo 14 anni di interminabili discussioni, ironicamente quello stesso parco di fronte al quale dovrebbe sorgere Ombrina.

Sì, ne abbiamo fatta tanta di strada dall’aprile del 2008, la prima volta che Ombrina fece capolino nella vita degli abruzzesi e della sottoscritta. Vedere tutta quella gente mi ha fatto sentire ripagata del lavoro di informazione capillare che ho svolto in questi anni – a volte quasi disperato – viaggio dopo viaggio, città dopo città, scuola dopo scuola, nottata dopo nottata a scovare e a scrivere a sensibilizzare.

Adesso tutti sanno di Ombrina.

Una cosa però non è cambiata dal 2008 ad oggi – la poca incisività della classe politica locale.

Luciano D’Alfonso è il governatore Pd della regione Abruzzo. In campagna elettorale aveva promesso che “gli Ufo” nel mare non sarebbero stati mai costruiti. Si è preso l’impegno personale di attivarsi. Ci siamo pure parlati al telefono con tanti sviolinamenti e promesse.

Ma…da che Ombrina ha avuto il parere positivo dalla Commissione Tecnica di VIA, Luciano D’Alfonso è stato piuttosto vago.

Certo, a metà aprile la Regione Abruzzo ha chiesto ai ministeri competenti di non firmare i decreti di compatibilità ambientale per Ombrina e per Elsa, altro progetto Petroceltic nei mari d’Abruzzo. Ma da allora sono passati quasi due mesi. A che punto siamo? Finisce tutto qui? Quali altre azioni vorrà intraprendere D’Alfonso? Perché il Governatore non è venuto a protestare con la gente comune contro ‘gli ufo’ che così tanto gli stavano a cuore durante la campagna elettorale?

Lo so che probabilmente la realpolitik rende Ombrina una questione spinosa per lui. Neanche a me piacerebbe mettermi contro Matteo Renzi del mio stesso partito che pare essere innamorato delle trivelle.

Ma Luciano D’Alfonso ha liberamente scelto di rappresentarci e lo sapeva dal primo giorno che Ombrina sarebbe stata sua da affrontare e che un’intera regione è contraria alla petrolizzazione del nostro mare. La responsabilità è sua e di nessun altro. Non si governa per la realpolitik, ma per il bene della propria gente. Punto. E lo sanno anche i sassi qual è il bene dell’Abruzzo in questo caso.

Nessuno nel mondo civile mette le FPSO a 9 chilometri da riva e da aree protette. Occorrerebbe ricordarlo a Renzi e al suo governo tutti i santi giorni. Nessuno. Spero che il nostro governatore prenda coraggio e che sia un po’ più determinato. Quando uno fa la cosa giusta, non c’è niente di cui avere paura.

Qui le foto della manifestazione dell’Abruzzo intero contro Ombrina Mare