Si sono rifiutati di scendere dai pullman perché la nuova sistemazione è troppo lontana dai centri abitati. Un centinaio di migranti ha protestato così in Sardegna. Gli immigrati sono richiedenti asilo politico e in origine alloggiavano al Centro di accoglienza di Santa Maria La Palma, frazione a circa 15 chilometri da Alghero. Erano diretti ad un agriturismo nelle campagne di Palmadula, a 40 chilometri da Sassari. E proprio la lontananza di Palmadula da altri centri abitati, ha fatto scattare la manifestazione di dissenso (Foto tratta dal video della Nuova Sardegna).

A trattare con i migranti si sono presentati il prefetto di Sassari, Salvatore Mulas, il questore, Pasquale Errico e il sindaco Nicola Sanna. Il portavoce della questura, Paolo Meloni, ha spiegato che i richiedenti asilo “non si rendono conto che a Palmadula potrebbero stare meglio rispetto al posto in cui si trovavano prima. Prefetto e questore stanno cercando di spiegarglielo. Una quarantina di loro è stato convinto dalla fame e dal caldo a scendere dai pullman, ora dovremo riuscire a convincere anche gli altri”. Il portavoce ha aggiunto che “nell’agriturismo, una struttura a due piani, sono presenti nove bagni e in serata verrà piazzata una cucina che verrà messa a disposizione, verranno portate delle tv e installate delle connessioni internet. Chissà che questo non li convinca ad accettare l’accoglienza che per ora rifiutano”.

Il sindaco di Sassari: “Non siamo in grado di ospitare nuovi flussi migratori”
Nicola Sanna, il primo cittadino di Sassari, ha detto che “la struttura di Palmadula, anche se sicuramente insufficiente, consente la collocazione dei migranti. L’amministrazione comunale c’è: da subito metteremo a disposizione dei bagni chimici supplementari. Occorrono ancora alcune coperte perché le temperature notturne sono un po’ rigide. Chiedo quindi ai sassaresi un piccolo contributo di solidarietà, facendo arrivare indumenti, intimi ed estivi, da consegnare anche attraverso le associazioni di volontariato”.

Ma è sulla gestione del dopo emergenza che il sindaco insiste: “Non siamo in grado di ospitare nuovi flussi migratori, considerando anche la situazione economica non fiorente. Per questo occorre che il governo regionale e nazionale programmino la gestione post emergenziale”.

I precedenti
Quello sardo non è il primo caso di migranti che rifiutano la struttura scelta per la loro accoglienza. Il 9 maggio era successa la stessa cosa a San Rossore (Pisa) e a Campiglia Marittima (Livorno). Nel primo caso, gli immigrati avevano rifiutato una sistemazione che, secondo loro, era troppo isolata dalla città ed era sprovvista di linea wi-fi. Nel secondo caso invece, non era per loro consono vivere in un luogo dove erano presenti anche donne sposate. In più cucina e camere risultavano loro troppo strette.