Hanno di che gioire, e sperare, i lavoratori del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (Fca). Il responsabile europeo, Alfredo Altavilla, ha infatti annunciato che l’azienda diretta da Sergio Marchionne assumerà entro il 2015 altre 1.000 persone in diversi stabilimenti italiani, Melfi, Sevel, Cassino, Termoli, Verrone e Cento. Le nuove assunzioni – ha spiegato Altavilla ai sindacati Fim-Cisl, Uilm, Fiscmic e Ugl – si andranno ad aggiungere alle 1.550 stabilizzazioni preannunciate già da Marchionne allo stabilimento di Melfi. Tutte in virtà dei nuovi contratti previsti dal Jobs Act.

Immediata la soddisfazione dei sindacati che in questi anni hanno firmato gli accordi con la Fca e che rivendicano la bontà del proprio operato. Riassume bene questa posizione Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl: “Le nuove assunzioni non sono solo il frutto del Jobs Act o degli incentivi contributivi ma anche della capacità del sindacato di trattare”. Dal canto suo la Fiom ha dapprima definito, con Maurizio Landini, “propaganda” la notizia delle assunzioni e poi in serata ha messo l’accento sul fatto che la Fca si rifiuta non solo di incontrare ma anche di informare i metalmeccanici della Cgil. E ricorda che, in ogni caso, le assunzioni sono trasformazioni di contratti in essere.

Quello che colpisce nel piano di assunzioni di Fca è che, a ogni occasione, vengono presentate con annunci che, di fatto, costituiscono uno spot per il governo. “Grazie al Jobs Act mille nuove assunzioni in Fca” è stata la traduzione giornalistica di ieri. Le altre aziende quando decidono un piano di assunzioni lo fanno senza troppi proclami. La Fca, invece, deve sempre rimarcare la capacità del governo Renzi di offrire un quadro di regole nuove. Una bella mano per il premier. Motivata, forse, anche dal fatto che da Renzi, Sergio Marchionne, si attende ancora altro: sia in tema di regole per la contrattazione nazionale che in tema di diritto di sciopero.

il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2015