La banca britannica Hsbc ha annunciato un piano di riduzione dei costi e riorganizzazione delle attività che prevede il taglio di circa 25mila posti di lavoro nel mondo. L’istituto progetta di contenere le uscire di 4,5-5 miliardi di dollari entro il 2017 cedendo le unità operative in Brasile e Turchia, per crescere invece in Asia, in particolare in Cina e nel Sud-Est asiatico. Nella nota, Hsbc non menziona la riduzione della forza lavoro ventilata dalla stampa britannica, ma scrive di voler procedere a una “riassegnazione delle sue risorse”. Secondo indiscrezioni, la ristrutturazione mette a rischio circa il 10% del personale, vale a dire fino a 25mila posti di lavoro. In particolare 8mila posti sarebbero tagliati nel Regno Unito, dove ha circa 48mila dipendenti.

Il gruppo bancario internazionale ha inoltre confermato che entro la fine del 2015 valuterà se mantenere la sede centrale nella giurisdizione britannica oppure spostare il quartier generale in un Paese con meno “pressioni normative e regolatorie“. Nei mesi scorsi i rumors parlavano di un possibile trasloco a Hong Kong.

L’annuncio della ristrutturazione è arrivato nel corso di una presentazione agli investitori durante la quale sono stati evocati “gli scandali degli ultimi anni” in seguito ai quali “il personale in prima linea ha sofferto di volta in volta pagando errori altrui, con il proprio lavoro, le proprie condizioni di lavoro e la propria reputazione”. La banca l’anno scorso ha pagato una maxi multa alle autorità statunitensi e britanniche per la manipolazione dei tassi di cambio e di recente la sua filiale svizzera si è impegnata a versare 40 milioni di franchi per ottenere l’archiviazione di un’indagine per riciclaggio aggravato aperta nel Cantone di Ginevra.