E’ una questione morale che dovrebbe toglierci il sonno. Sulle demagogie, gli egoismi, le chiusure, gli appelli deboli o le ipocrite alzate di scudi su solidarietà e Europa, mi mancano le risposte, le parole. Ce ne sono troppe in giro, no? Di parole, di risposte. Dovrebbero toglierci il sonno i morti dei barconi. E invece abbiamo Salvini e le sue ruspe. Le sue ruspe non sono solo metafore. L’indottrinamento al sospetto è già un programma politico. Sono molto confusa, lo ammetto.

Vivo in Sicilia. I morti li abbiamo sotto al naso, anzi i morti ce li mangiamo, nutrono le creature del mare, perché il Mediterraneo è un cimitero, noi siamo saprofagi. Sdoganato questo terrore, questo abominio, tuttavia non sussultiamo più nemmeno quando i morti ci cascano sulle braccia, trascinati dalla risacca, disturbando le nostre spiagge. C’è un morto sulla spiaggia di Pozzallo, la foto sta girando sui social. Le gambe sono legnose, scarnificate, una coperta ruvida copre la testa e il busto. Sembrerebbe un giovane, ai piedi indossa scarpe da tennis. E’ morto. Mentre Salvini esulta con le sue maglie originali contro qualcosa. Sì, parla alla pancia. Non è così innocente riuscirvi. I tredici morti trascinati dal mare sulla spiaggia di Sampieri, due anni fa, si mostrarono al mondo con il segno della Croce. Era davvero molto chiaro quel che stava accadendo, era terribile, il senso abissale di una profezia biblica non poteva non coglierci, scettici o credenti, il simbolo era talmente potente, ci interrogò allora. Eppure abbiamo irrobustito l’io di uomini come Salvini, promosso persino l’audacia sorda di uomini come Salvini, concepito un seguito, giustificato. Ci sono moltissime ragioni per assolverci, nessuna basta a seppellire uno dei morti sulla spiaggia di Sampieri. Una donna, giovane malata, attraversò il canale sulle braccia del padre, pigiata in una carretta, prossima alla sventura. La giovane morì in viaggio sulle braccia del padre. Era musulmana, il funerale fu celebrato da un sacerdote cattolico. Fu seppellita in un cimitero cristiano. Conservò il nitore di una verità ecumenica, morendo.

Nondimeno, abbiamo pur sempre le verità sempliciotte di Salvini, possiamo rifugiarci lì, quando il terrore ci coglie, se ancora accade. Le verità sempliciotte di Salvini scagionano tutti. Ma mentono. Siamo barbari e ottusi, preferiamo questo tipo di salvezza, una salvezza che ci renda stupidi. Non basta neanche quella. “Saremo sempre tutti coinvolti”.