Il Manchester United è inarrivabile, ma la Juventus cresce anche secondo l’annuale classifica Brand Finance Football 2015. Il club bianconero, sfruttando la spinta della finale di Champions League, ha visto lievitare il valore del marchio fino a 350 milioni di dollari, facendo segnare un incremento del 42% rispetto al 2014. Un balzo importante che ha portato il club della famiglia Agnelli all’undicesimo posto al mondo. Due posizioni in più rispetto a un anno fa e a un passo dalla Top Ten, attualmente chiusa dal Tottenham. Su, molto più su, restano i leader mondiali con la stima stratosferica relativa al Manchester United, primo club al mondo a sfondare il muro del miliardo (1,206). Un risultato che Brand Finance spiega con il “desiderio degli sponsor di associare il proprio marchio” ai Red Devils, che possono contare sui mega-contratti con Chevrolet (47 milioni di sterline all’anno) e Adidas, che garantirà 1.1 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

Lo United segue quindi una traiettoria tutta sua nonostante i deludenti risultati sul campo, che sono invece valsi un incremento corposo al Barcellona. Grazie al triplete chiuso a Berlino sabato scorso, il club blaugrana è schizzato a quota 773 milioni, 185 in più del 2014. Numeri galattici ma ancora inferiori ai risultati di Bayern Monaco (993 milioni) e Real Madrid (873), oltre che Chelsea (795) e Manchester City (800). Avere in squadra stelle come Messi e Neymar garantisce però – secondo Brand Finance – un futuro roseo al Barca che ha un rating di AAA+, una garanzia di crescita nelle prossime stagioni sotto il profilo sportivo e del marketing eguagliata solo da Real Madrid. Bene anche la Juventus con AAA, una stabilità che non hanno le tre squadre che la precedono in classifica (Tottenham, Liverpool e PSG) né le altre italiane. Il Milan, 14esimo con 244 milioni, ha una forza del marchio pari ad AAA-, uguale a quella dell’Inter che migliora (era AA+) e incrementa anche il valore del marchio rispetto al 2014 con un +5%, ma crolla dalla 15esima alla 20esima posizione. E alle milanesi manca la spinta della Champions, almeno il prossimo anno.

Una presenza fissa che potrà sfruttare la Juve, perché – come spiegato in mattinata da Andrea Agnelli nella conferenza stampa di fine stagione – “Berlino è stato un punto di partenza non di arrivo”. E ha rimarcato come i bianconeri “non abbiano bisogno di soci” e il bilancio a 315 milioni di euro garantisca “di poter affrontare le grandi potenze europee sul campo”. Molto passerà anche dal mercato estivo, iniziato con il colpo Dybala e l’accordo in dirittura d’arrivo con Khedira. Sufficiente? No, perché Marotta ha in ballo l’addio di Andrea Pirlo, nonostante le smentite di rito, e soprattutto di Carlitos Tevez. Mentre l’azzurro potrebbe decidere di portare il suo talento a New York, l’argentino ondeggia tra Atletico Madrid, Paris Saint Germain e Boca Juniors dopo due stagioni da incorniciare a Torino. Se vorrà partire, sarà accontentato e infatti la Juventus si muove già tra Gonzalo Higuain ed Edinson Cavani per affiancare Alvaro Morata, che con una chiusura di stagione da incorniciare (5 gol nella fase ad eliminazione diretta della Champions) ha fatto tornare l’acquolina in bocca al Real Madrid. La Juve vuole crescere e farà di tutto per non perderlo al pari di Pogba. Anche se per il francese sarebbe difficile rifiutare offerte dai 70 milioni di euro in su.

La Champions ha permesso di incamerare soldi a sufficienza per non rispettare più l’equazione ‘si compra con quel che si vende’, tuttavia a quelle cifre trattenere il centrocampista sarebbe impossibile. Marotta e Paratici al momento pensano a comprare: serve un terzino, forse un centrale difensivo e un trequartista per rinforzare il progetto tattico di Allegri. Oscar del Chelsea è un indiziato. Sarà un’estate calda anche a Torino. Il mercato diventa uno snodo cruciale di “Berlino come punto di partenza” con vista verso Milano, dove si gioca la prossima finale europea.