BERLINO – Alla vigilia i protagonisti disegnano una certezza: non sarà una gara a non prenderle, a dispetto di ciò che le finali solitamente generano. Neymar dice: “Ho sognato di segnare”. Allegri la butta lì: “Non finirà zero a zero. Dobbiamo fare un gol”. Luis Enrique: “In campo c’è una generazione di giocatori straordinari. Il mondo del calcio si aspetta un grande spettacolo”. Almeno secondo le intenzioni della vigilia, i 76mila dell’Olympiastadion possono stare tranquilli, non si annoieranno. E Buffon garantisce che la Juventus, contro il Barcellona, non interpreterà il ruolo della vittima sacrificale. Farà di tutto perché non sia così anche Leonardo Bonucci, difensore orfano di Chiellini e in attesa di tornare dal figlio Lorenzo con un regalo. Lo ha salutato dicendo che al mare, dove sarebbe voluto andare in questo week end, papà lo avrebbe accompagnato domenica dopo aver vinto la Champions League. “La battaglia vera sarà a centrocampo. Parliamo sempre del loro attacco e della loro difesa, ma la partita possiamo vincerla dominando in mezzo”, afferma sicuro prima di alzarsi per la rifinitura.

La Juventus ha lo spogliatoio che fu dell’Italia il 9 luglio 2006, quando in questo stadio conquistò il suo quarto mondiale. Coincidenze. Come quella che rivede Buffon tornare per la prima volta a giocarsi un trofeo internazionale nello stesso stadio dell’ultimo vinto, dopo la polvere della B e la lenta ricostruzione: “Non me lo aspettavo. La Champions League era un obbiettivo che in questi anni ci eravamo proposti di poter raggiungere. Non subito, perché in estate abbiamo cambiato l’allenatore – racconta – Credevamo di poter costruire una finale in due, tre anni. Come tutte le sorprese inaspettate, ci dà una grande gioia”. La gioia bianconera contro l’obbligo blaugrana. Il Barcellona favorito contro l’outsider: “Partono avvantaggiati con merito per i valori individuali. Quando hai quelle persone davanti non può essere diversamente”. Poi piazza il paletto nelle certezze granitiche dei catalani: “Non saremo una vittima sacrificale”. Anche se mancherà Chiellini.

Bonucci: “Vinciamo per Chiellini”. Accanto avrà Barzagli
“Vinceremo per lui, ci teneva ad esserci – dice Bonucci – Tuttavia siamo qui per merito di un gruppo fantastico. Non si limiterà a una sfida tra il loro attacco e la nostra difesa. Quanti gol ha subito il Barcellona nella Liga? Ventuno. Il nostro compito è fare la differenza a centrocampo, con la fisicità e la tecnica. Dobbiamo interpretare la partita come a Dortmund, dove è scattata la scintilla che ci ha portato fin qui. Siamo consapevoli d’essere sotto di loro di un gradino, ma in finale le differenze si assottigliano. Tocca a noi, in undici, dimostrare di saper colmare il gap”. Accanto avrà Barzagli, come certifica Allegri: “Dispiace per quello che è successo a Chiellini perché ha fatto un’annata importante sotto il profilo personale. Ho Barzagli e Ogbonna a disposizione. Se Barzagli, come sembra, sta bene, gioca lui. In ogni caso dobbiamo difendere dalla metà campo avversaria”. La rifinitura alza le quotazioni del centrale azzurro. Lo hanno ‘chiesto’ anche i 14mila tifosi bianconeri che da ieri hanno iniziato a colorare le strade di Berlino. Assedio al Regent, dove alloggiano i bianconeri, nel mezzo della storia della metropoli tedesca. E grande festa per le strade e nelle piazze, in attesa dei pullman organizzati.

Iniesta ci sarà. Enrique: “Lasciamo una traccia”
Distruggere l’entusiasmo sarà compito di “uno dei Barcellona più forti di sempre”, secondo Piqué. Lui, sabato sera, con Xavi, Iniesta e Messi potrebbe allargare il club ristretto ad appena 7 giocatori capaci di vincere almeno quattro volte la Coppa dei Campioni/Champions League. Neymar, che confessa di aver giocato tante partire alla Playstation con Buffon tra i pali (“uno dei portieri più bravi della storia”), proverà a sparigliare le carte. Luis Enrique garantisce che Iniesta ci sarà e promette felicità al popolo catalano: “Si è allenato con noi da mercoledì, sarà del match – afferma – Siamo arrivati fin qui e ora tutti insieme vogliamo lasciare una traccia nella storia del club”. Diciotto anni fa da giocatore trionfò con il Barca nella Coppa delle Coppe, conosce la tensione di queste partite. Quest’anno può regalare (e regalarsi) il triplete. La Juventus culla lo stesso sogno. Lui e Allegri furono accolti da bocche storte e sbuffi. Nove mesi dopo, a Berlino, sono arrivati sbandierando la rivincita. Comunque vada a finire sabato sera sotto la leggera pioggia prevista proprio nel momento del fischio d’inizio. Non sarà quella a disturbare l’appuntamento più atteso dal calcio mondiale.

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