Nostra Signora Televisione, dacci oggi il nostro catfight quotidiano. Possibilmente con Matteo Salvini protagonista, perché tira di più e garantisce ottimi ascolti. E ieri sera Ballarò non ha voluto negarci “la salvinata” del dì, con il leader della Lega, ‘forte’ dei risultati elettorali, a sfidare a singolare tenzone televisiva nientemeno che Antonello Venditti. L’alfiere della romanità contro il padano pronto all’invasione, una sorta di riedizione della sfida tra Cesare e Asterix delle fortunate strisce di Goscinny, con il verde Salvini che si abbevera alla fonte miracolosa delle urne elettorali.

Ad accendere la miccia c’ha pensato proprio il segretario federale della Lega Nord, che ha attaccato il cantautore di Roma capoccia perché si dice di sinistra ma parla di matrimoni gay e non di lavoro. Secondo un copione collaudatissimo (e che ai conduttori di talk show piace assai), Salvini ha creato la baruffa dal nulla, peraltro sapendo che Venditti è tipo fumantino e non certo mansueto. E infatti la reazione del cantante non si è fatta attendere: “Devi sta’ bbono! Nun te devi allarga’”, ha tuonato il romanissimo Venditti con tanto di mano “a coppetta” attorno alla bocca, in pieno stile Mario Brega. Mentre Salvini continuava a sgranare il solito Rosario in sottofondo, Venditti si alzava nervosamente dalla sedia e giocava il jolly antipolitico: “Chi ti dà i soldi per vivere? Noi elettori, grazie alla democrazia”. E poi, infastidito dall’eloquente t-shirt “Ruspe in azione” indossata da Salvini (ché in effetti il clima non è più adatto alle felpe), si è scatenato: “Ma ruspe in azione su chi? Su cosa? Su esseri umani? Su edifici? Su chi? Su cosa?”.

Alla fine del catfight, Matteo Salvini ha usato la solita strategia: sminuire l’interlocutore dopo averlo provocato. “Quando ha finito Venditti, parlo io. Altrimenti ci facciamo una cantatina”, ha chiosato. Massimo Giannini ha tentato di placare gli animi, ma senza esagerare. Perché in fondo Salvini lo si invita per quello, anche perché i contenuti quelli sono, da sempre, e ripeterli ogni giorno, più volte, su più canali televisivi, non li rende certo più interessanti. E allora via, nuova ospitata, nuovo catfight. Chissà a chi toccherà stavolta, chissà in quale trasmissione. Per qualche decimale di share in più.