Il M5s incassa un buon risultato alle regionali, ma questo non li dispensa dal solito dibattito su alleanze e collaborazioni con gli altri partiti. Il giurista Stefano Rodotà è convinto che tutto è il contrario di quello che sembra. “Continuano a dire di voler dialogare soltanto sui temi, sembra la stessa frase di un tempo ma non è così, il Parlamento li ha cambiati, sono aperti al confronto, hanno abbandonato la loro autoreferenzialità, avevo previsto questa evoluzione nell’intervista al Corriere del 2013, subito dopo le elezioni, ricevendo gli insulti da parte di Grillo” dice ai microfoni de ilfattoquotidiano.it a margine della manifestazione organizzata da Libertà e giustizia alla Città dell’altra economia a Roma per la celebrazione del 2 giugno. Anche il no all’assessorato all’ambiente offerto da Emiliano in Puglia va letto con un’altra luce: “Si discute, c’è movimento, le idee di Pizzarotti, più aperto al dialogo, sono maggiormente condivise, credo siano maturati in questo senso – dice ancora il professore che chiosa – quando poi si dice che sono saliti sui tetti della Camera biasimandoli si fa un torto, grazie a loro non è stato modificato l’art.139 della Costituzione e su questo hanno delle benemerenze”  di Irene Buscemi