“Con sincera partecipazione ed entusiasmo la classe ha contribuito al buon esito della visita all’Expo di Milano nei giorni 9 e 10 maggio”. È una parte della relazione di fine anno del professore di Disegno e Storia dell’arte della classe di Domenico Maurantonio, il ragazzo morto dopo essere caduto dal quinto piano dell’hotel mentre era in gita scolastica.

A riportare la notizia è Corriere del Veneto, che parla di un documento datato 15 maggio (Domenico è morto il 10 maggio ndr) con cui il consiglio di classe della quinta E ricapitola il rendimento degli studenti nell’ultimo anno e li presenta all’esame di maturità. Altri insegnanti hanno parlato di scarsi risultati nello studio o di una mancanza di attenzione dei ragazzi, ma nessuno, ad eccezione del docente di Disegno, ha fatto riferimento alla gita durante la quale il 19enne è precipitato dalla finestra dell’albergo.

Il Mattino di Padova riporta le dichiarazioni del legale della famiglia di Domenico, Eraldo Stefani. L’avvocato parla dei compagni di classe del giovane deceduto e sostiene che “dimostrano un’ostentata sicurezza che nasconde una fragilità enorme”. Stefani si riferisce alle parole di alcuni ragazzi della 5E del Nievo, i quali hanno detto di non sapere nulla della morte dell’amico. L’unica ipotesi che hanno fatto è stata quella di un problema neurologico. L’idea sarebbe che Domenico “in stato confusionale abbia scambiato la porta d’uscita della camera con quella del bagno che era di fianco”. Il padre e la madre del giovane padovano avevano più volte manifestato, nei giorni precedenti, molte perplessità sul fatto che nessuno, la sera della morte del figlio, avesse visto niente. L’avvocato della famiglia Maurantonio insomma, sottolinea l’eccessiva sicurezza che hanno avuto i ragazzi nell’esporre il loro punto di vista. E anche l’ipotesi dei “problemi neurologici” non l’ha convinto: “Li considero alla stregua del suicidio e non c’è alcun indicatore che ci faccia supporre un evento di questo tipo”.

Domenico Maurantonio è morto il 10 maggio a Milano, mentre era in gita scolastica con la sua classe per vedere ExpoUna volta esclusa l’ipotesi dell’incidente, per gli investigatori l’idea più probabile è rimasta a lungo quella dello scherzo finito male. Si era parlato di un lassativo versato per goliardia in un bicchiere di birra del giovane. I risultati delle prime analisi ematiche tuttavia, hanno escluso la presenza della sostanza nel sangue.